{"id":1191,"date":"2012-11-15T09:00:00","date_gmt":"2012-11-15T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=1191"},"modified":"2021-08-31T02:02:27","modified_gmt":"2021-08-31T00:02:27","slug":"essere-uno-col-fratello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/essere-uno-col-fratello\/","title":{"rendered":"Essere uno col fratello"},"content":{"rendered":"<h1>Trento, 1950<\/h1>\n<p><em>Chiara \u00e8 invitata a dare conto di ci\u00f2 che, sotto la sua spinta, aveva messo a rumore \u2013 con qualche sospetto, dubbio e accusa \u2013 il pacifico capoluogo trentino e gi\u00e0 si estendeva alla penisola. Scrive quello che fu chiamato \u2018il trattatello innocuo\u2019, da cui \u00e8 tratto il testo che segue<\/em><\/p>\n<p>Esser uno col fratello voleva dire dimenticarsi assolutamente, per sempre. Non ritrovarsi mai pi\u00f9. Era perdere tutto anche la propria anima, per vivere i dolori e le gioie dell&#8217;altro onde mostrare a Ges\u00f9 il nostro amore: esser crocefissi con Lui vivo nel fratello e con Lui esser gioiosi.<br \/>Il fratello era il nostro convento dove l\u2019anima doveva sempre radunarsi. Il fratello era la nostra penitenza, le mortificazioni, perch\u00e9 l\u2019amarlo richiedeva la morte completa dell\u2019io&#8230;<\/p>\n<p>E vedevamo che questo &#8220;entrare&#8221; nel fratello portava la rinascita del fratello. La carit\u00e0 sola conta. E cos\u00ec, sentendoci peccato col fratello peccatore, errore col fratello errante, fame col fratello affamato, scomunicato col fratello scomunicato, la Vita che era in noi passava a lui ed eravamo da lui riamati.<br \/>Egli rivedeva la Luce perch\u00e9 sentiva l&#8217;amore e nella luce la speranza, che allontanava la disperazione, e la carit\u00e0 verso noi e verso tutti. Lo Spirito di Ges\u00f9 invadeva un altro membro del suo Mistico Corpo. <br \/>Era un riviver la Vita di Ges\u00f9. ContinuarLo. Come Lui s\u2019\u00e8 fatto uno con noi per portarci al Padre, tenebra con noi tenebre per darci la luce, peccato con noi peccatori , dolore con noi doloranti, morte con noi morti per darci la vita e farci risorgere con Lui risorto , cos\u00ec la nostra vita al contatto con ogni fratello che ci veniva accanto. <br \/>Farci lui, come Ges\u00f9, per far lui noi. Per donargli cio\u00e8 quella pienezza di gaudio che la vita di comunit\u00e0, nel mutuo amore, ci aveva dato.<\/p>\n<p class=\"nota\">(Da Erano i tempi di guerra, agli albori dell\u2019Ideale dell\u2019unit\u00e0, Citt\u00e0 Nuova, Roma 2007, p. 24-26.)<\/p>\n<p><a class=\"pdf\" target=\"_blank\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=902\" rel=\"noopener noreferrer\">Trascrizione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trento, 1950 Chiara \u00e8 invitata a dare conto di ci\u00f2 che, sotto la sua spinta, aveva messo a rumore \u2013 con qualche sospetto, dubbio e accusa \u2013 il pacifico capoluogo trentino e gi\u00e0 si estendeva alla penisola. Scrive quello che fu chiamato \u2018il trattatello innocuo\u2019, da cui \u00e8 tratto il testo che segue Esser uno col fratello voleva dire dimenticarsi assolutamente, per sempre. Non ritrovarsi mai pi\u00f9. 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