{"id":1256,"date":"2013-01-07T09:00:00","date_gmt":"2013-01-07T08:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=1256"},"modified":"2021-08-16T03:48:20","modified_gmt":"2021-08-16T01:48:20","slug":"quando-si-conosce-il-dolore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/quando-si-conosce-il-dolore\/","title":{"rendered":"Quando si \u00e8 conosciuto il dolore"},"content":{"rendered":"<h1>Roma, 1958<\/h1>\n<p><em>In questo scritto, pubblicato nella rivista Citt\u00e0 Nuova del maggio 1958, e poi su Meditazioni, Chiara ci dona la forte esperienza di dolore-amore che viveva in quegli anni.<\/em><\/p>\n<p>Quando si \u00e8 conosciuto il dolore in tutte le sfumature pi\u00f9 atroci, nelle angosce pi\u00f9 varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si \u00e8 bevuto il fondo del calice e si \u00e8 offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha piet\u00e0 di noi e ci accoglie nella sua unione.<\/p>\n<p>\u00c8 il momento in cui, dopo aver esperimentato il valore unico del dolore, dopo aver creduto all\u2019economia della croce ed averne visto gli effetti benefici, Iddio mostra in forma pi\u00f9 alta e nuova qualcosa che vale pi\u00f9 ancora del dolore. <br \/>\u00c8 l\u2019amore agli altri in forma di misericordia, l\u2019amore che fa allargare cuore e braccia ai miserabili, ai pezzenti, agli straziati dalla vita, ai peccatori pentiti.<br \/>Un amore che sa accogliere il prossimo sviato, amico, fratello o sconosciuto, e lo perdona infinite volte. <br \/>L\u2019amore che fa pi\u00f9 festa a un peccatore che torna che a mille giusti, e presta a Dio intelligenza e beni per permettergli di dimostrare al figliol prodigo la felicit\u00e0 per il suo ritorno.<br \/>Un amore che non misura e non sar\u00e0 misurato.<br \/>\u00c8 una carit\u00e0 fiorita pi\u00f9 abbondante, pi\u00f9 universale, pi\u00f9 concreta di quella che l\u2019anima possedeva prima. <br \/>Essa infatti sente nascere in s\u00e9 sentimenti somiglianti a quelli di Ges\u00f9, avverte affiorare sulle sue labbra, per quanti incontra, le divine parole: \u201cHo misericordia di questa turba\u201d (<em>Mt<\/em> 15,32).<br \/>E intavola con tanti peccatori che vengono a lei, perch\u00e9 un po\u2019 immagine di Cristo, colloqui simili a quelli rivolti un giorno da Ges\u00f9 alla Maddalena, alla samaritana o all\u2019adultera. <br \/>La misericordia \u00e8 l\u2019ultima espressione della carit\u00e0, quella che la compie. <br \/>E la carit\u00e0 supera il dolore, perch\u00e9 esso \u00e8 soltanto di questa vita, mentre l\u2019amore perdura anche nell\u2019altra. Iddio preferisce la misericordia al sacrificio.<\/p>\n<p><em>Chiara Lubich<\/em><\/p>\n<p><a class=\"pdf\" target=\"_blank\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=959\" rel=\"noopener noreferrer\">Testo<\/a><\/p>\n<p class=\"nota\">(da Scritti spirituali\/1)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 1958 In questo scritto, pubblicato nella rivista Citt\u00e0 Nuova del maggio 1958, e poi su Meditazioni, Chiara ci dona la forte esperienza di dolore-amore che viveva in quegli anni. 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