{"id":1404,"date":"2013-06-14T08:00:00","date_gmt":"2013-06-14T06:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=1404"},"modified":"2021-08-31T02:02:35","modified_gmt":"2021-08-31T00:02:35","slug":"equilibrio-divino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/equilibrio-divino\/","title":{"rendered":"Equilibrio divino"},"content":{"rendered":"<h1>Roma, 1950<\/h1>\n<p><strong>\u00abIn patientia vestra possidebitis animas vestras\u00bb<\/strong> (Lc 21, 19)<sup>1<\/sup>. <br \/>Con questa parola Ges\u00f9 c\u2019insegna a vivere bene il momento presente della nostra vita: a viverlo in profondit\u00e0, con perfezione, compiutamente. E questo conta nel cristianesimo: compiere bene le cose.<br \/>Infatti: \u00abChi bene comincia \u00e8 alla met\u00e0 dell\u2019opera\u00bb, \u00e8 proverbio della sapienza umana, buono quindi, ma non fatto per tutti. Invece: \u00abChi avr\u00e0 perseverato sino alla fine, questi sar\u00e0 salvo\u00bb (Mt 10, 22) \u00e8 della Sapienza divina.<\/p>\n<p>Il Signore sa che l\u2019inizio di tutti gli uomini, tranne Maria, \u00e8 un cattivo inizio, per il peccato originale. Non per nulla egli si \u00e8 fatto uomo per salvarci. Dunque, ci\u00f2 che importa \u00e8 finir bene: allenarsi per quell\u2019attimo da cui dipende l\u2019eternit\u00e0.<br \/>Egli ci insegna a condur bene le nostre cose, ad applicarci a tutto ci\u00f2 che dobbiamo fare nella vita, con quell\u2019amore paziente che sa patir bene, che tiene vivo in noi il controllo della nostra anima, tanto da possederla. <br \/>Nella nostra anima \u00e8 Dio, e noi, possedendola, essendone padroni sempre nella nostra vita presente, custodiamo in noi \u2013 fatti tabernacolo \u2013 Dio presente in essa.<br \/>Questa parola di vita ci aiuta a ricordare e vivere la presenza di Dio in noi. Ci\u00f2 direttamente quando si prega, si medita, si \u00e8 soli. Indirettamente quando si vive una volont\u00e0 di Dio che ci fa prestare tutte le nostre attenzioni fuori di noi, come quando c\u2019\u00e8 un fratello da amare o un lavoro da espletare.<br \/>Molte volte lo stare fra gli uomini e l\u2019immergere le nostre facolt\u00e0 in lavori, come lo studio, l\u2019impiego, ecc., disturba l\u2019intimit\u00e0 nostra con Dio e non sentiamo la sua pace e quella dolcezza che d\u00e0 la presenza di Dio.<br \/>Anche quando abbiamo iniziato un lavoro per lui o siamo a contatto con persone religiose, dopo un po\u2019 di tempo ci troviamo distratti e l\u2019io ha preso il posto di Ges\u00f9 in noi al punto che un qualsiasi mutamento della volont\u00e0 di Dio su di noi costa, e lo stesso lavoro in cui siamo immersi ci annoia.<br \/>Tutto ci\u00f2 dipende dal fatto che abbiamo perduto il controllo della nostra anima, il possesso. E ci\u00f2 perch\u00e9 non abbiamo saputo avere la pazienza con la quale si possiede l\u2019anima. Vivendo questa parola la nostra vita muta: cadono parole inutili, tutto si ordina in noi e attorno a noi, il lavoro risulta moltiplicato, s\u2019acquista la pace stabile, non si commettono omissioni, si ascolta la voce di Dio, si impedisce un susseguirsi di atti umani anzich\u00e9 soprannaturali che svuotano l\u2019anima e spengono la luce, l\u2019anima \u00e8 costantemente illuminata da Dio.<br \/>Dato che questa parola soprattutto parla di raccoglimento, e ci concentra nel pensiero di possedere l\u2019anima nostra, pu\u00f2 esser mal interpretata \u2013 non presa nel senso di Ges\u00f9 \u2013 da chi, raccogliendosi con un amore eccessivo alla propria anima in confronto all\u2019altrui, al contatto con il prossimo si mantiene chiuso, spento e ammutolito. Vuol dire che c\u2019\u00e8 qualche attaccamento a s\u00e9 e poco amore per l\u2019Amore che in noi ci spinge sempre ad amare.<br \/>In queste anime si scorge alcunch\u00e9 di artificioso e di morto. Questa, come tutte le parole di Ges\u00f9, vuole l\u2019equilibrio in noi: che non si ecceda n\u00e9 in un senso n\u00e9 nell\u2019altro.<br \/>Ogni eccesso non permette a Ges\u00f9 di manifestarsi in noi.<br \/>L\u2019anima che ama bene \u2013 e che mette in pratica perci\u00f2 le sue parole \u2013 \u00e8 quella che sa dove Dio \u00e8: se \u00e8 in una volont\u00e0 di Dio esterna, come ad esempio in un lavoro, si getta tutta in quel lavoro per essere la sua volont\u00e0 viva. Ma non dimentica che lo tiene nell\u2019anima e sta in ogni fratello. Sa inoltre che Dio \u00e8 presente dovunque e che sempre la guarda. E pur essendo proiettata in quella divina volont\u00e0 ove principalmente Dio la vuole, lo ama dovunque e sa lasciarlo da una parte, se la Volont\u00e0 di Dio muta, per incontrarlo nell\u2019altra.<br \/>E si pu\u00f2 amare contemporaneamente Dio in noi e Dio fuori di noi. Basta pensare all\u2019amore materno, tanto bello, ma pure limitato; e pur esso \u00e8 tale che permette a una mamma di amare tutti i suoi bambini anche mentre sta accudendo a uno solo.<br \/>L\u2019amore soprannaturale in noi deve avere l\u2019altezza, la larghezza, la profondit\u00e0, l\u2019universalit\u00e0, la particolarit\u00e0 dell\u2019amore di Dio. \u00abAmatevi l\u2019un l\u2019altro come io ho amato voi\u00bb.<br \/>Il nostro equilibrio non \u00e8 quiete soltanto, n\u00e9 moto soltanto, n\u00e9 miscuglio dei due. \u00c8 da paragonarsi a una corda tesa e tirata da ambo le parti da uguali forze. Se uno per impazienza trascura la presenza di Dio dentro la sua anima, la sua vita \u2013 anche se appare carit\u00e0 fraterna \u2013 \u00e8 una carit\u00e0 frivola, leggera, superficiale e pericolosa, perch\u00e9 non poggia sulla Roccia: non \u00e8 quindi carit\u00e0. Quest\u2019anima appare come una trottola. Se invece una persona \u00e8 rattrappita su se stessa, senza l\u2019amore, \u00e8 morta.<br \/>L\u2019anima che ha il vero amore \u00e8 come Maria, la Mamma celeste, tutta presa dal suo Dio, dal solo Dio, che trov\u00f2 in s\u00e9 nel raccoglimento della sua vita prima dell\u2019Annunciazione, nella volont\u00e0 di Dio manifestata dall\u2019angelo, in Ges\u00f9 Bambino, nella Croce, in san Giovanni, nel richiamo lass\u00f9 all\u2019Assunzione. Dio tutto per lei, perch\u00e9 sempre possedette l\u2019anima sua con la pazienza.<\/p>\n<p><em>Chiara Lubich<\/em><\/p>\n<p class=\"nota\"><sup>1<\/sup> Per questo suo commento di Lc 21, 19, risalente agli anni cinquanta, Chiara Lubich ha ripreso il testo della Vulgata che, tradotto letteralmente, significa: \u00abCon la vostra pazienza possederete le vostre anime\u00bb. L\u2019attuale traduzione della CEI \u00e8: \u00abCon la vostra perseveranza salverete le vostre anime\u00bb [N.d.C.].<\/p>\n<p><a class=\"pdf\" target=\"_blank\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=1114\" rel=\"noopener noreferrer\">Testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 1950 \u00abIn patientia vestra possidebitis animas vestras\u00bb (Lc 21, 19)1. Con questa parola Ges\u00f9 c\u2019insegna a vivere bene il momento presente della nostra vita: a viverlo in profondit\u00e0, con perfezione, compiutamente. E questo conta nel cristianesimo: compiere bene le cose.Infatti: \u00abChi bene comincia \u00e8 alla met\u00e0 dell\u2019opera\u00bb, \u00e8 proverbio della sapienza umana, buono quindi, ma non fatto per tutti. Invece: \u00abChi avr\u00e0 perseverato sino alla fine, questi sar\u00e0 salvo\u00bb (Mt 10, 22) \u00e8 della Sapienza divina. Il Signore sa che l\u2019inizio di tutti gli uomini, tranne Maria, \u00e8 un cattivo inizio, per il peccato originale. Non per nulla egli si \u00e8 fatto uomo per salvarci. Dunque, ci\u00f2 che importa \u00e8 finir bene: allenarsi per quell\u2019attimo da cui dipende l\u2019eternit\u00e0.Egli ci insegna a condur bene le nostre cose, ad applicarci a tutto ci\u00f2 che dobbiamo fare nella vita, con quell\u2019amore paziente che sa patir bene, che tiene vivo in noi il controllo della nostra anima, tanto da possederla. 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