{"id":1853,"date":"2014-11-30T08:00:00","date_gmt":"2014-11-30T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=1853"},"modified":"2021-08-31T02:02:50","modified_gmt":"2021-08-31T00:02:50","slug":"chi-ha-due-tuniche-ne-dia-una-a-chi-non-ne-ha","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/chi-ha-due-tuniche-ne-dia-una-a-chi-non-ne-ha\/","title":{"rendered":"Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha &#8230;"},"content":{"rendered":"<h1>Roma, (Citt\u00e0 Nuova) 25 novembre 1988<\/h1>\n<p><em>Commento alla Parola di Vita:<\/em><\/p>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<p><strong>Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto<\/strong>\u00a0(Lc 3,11).<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Queste parole sono prese dalla predicazione del Battista. L&#8217;evangelista Luca riferisce che tra le folle che correvano al Giordano per farsi battezzare, c&#8217;erano anche dei pubblicani (esattori delle imposte per conto dell&#8217;autorit\u00e0 romana), i quali, a motivo di questa loro professione, erano considerati dei pubblici peccatori; e c&#8217;erano dei militari i quali, a motivo della loro provenienza pagana, erano ritenuti dei \u201clontani da Dio\u201d;<\/p>\n<p>e fa notare la buona volont\u00e0 da cui costoro erano animati, come dimostra la domanda che essi rivolgono al Battista: che cosa fare per attuare la conversione richiesta per andare incontro la Messia?<\/p>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<p><strong>Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Questa esortazione, con le sue indicazioni molto concrete, \u00e8 la risposta che il Battista d\u00e0 a queste persone di buona volont\u00e0. Luca, riferendo questo particolare, vuole aiutarci a capire meglio che la conversione del cuore, richiesta per andare incontro a Ges\u00f9, non consiste in belle parole e slanci sentimentali, ma nel fare la volont\u00e0 di Dio soprattutto nell&#8217;amare il nostro prossimo, nel solidarizzare concretamente con lui e condividere con lui, quando manca del necessario, i nostri beni: cibo, vestito, alloggio, assistenza, ecc.<br \/>E quanto Ges\u00f9 insegner\u00e0 pi\u00f9 tardi. La vita cristiana, infatti, non consiste principalmente in lunghe preghiere e penitenze estenuanti; non domanda di cambiare mestiere o professione &#8211; a meno che questa non sia cattiva in se stessa -, bens\u00ec di vivere, nell&#8217;attivit\u00e0 e nello stato di vita a cui apparteniamo, l&#8217;amore del prossimo.<\/p>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<p><strong>Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Un altro importante insegnamento, che l&#8217;evangelista vuole darci, \u00e8 anche che l&#8217;amicizia con Dio e la santit\u00e0 non sono riservate ad una categoria privilegiata di persone e non sono legate a particolari condizioni di vita, ma aperte a tutti. Inoltre vuole dirci che l&#8217;autentica vita cristiana, imperniata sull&#8217;amore del prossimo, \u00e8 facilmente capita e attira anche i cosiddetti \u201clontani\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<p><strong>Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Come vivere allora questa Parola di Vita? Siamo nel mese in cui si celebra la festa del Natale. Il Natale per la Chiesa non \u00e8 semplice commemorazione di un avvenimento passato, ma \u00e8 la celebrazione di un mistero sempre presente, sempre attuale: la nascita di Ges\u00f9 in noi e in mezzo a noi. Come allora prepararci a Natale? Come fare in modo che Ges\u00f9 nasca o rinasca in noi e fra noi? Con l&#8217;amare concretamente. Stiamo attenti che il nostro amore al prossimo non si fermi alle dichiarazioni o al sentimento, ma passi, sempre all&#8217;azione, alle opere piccole e grandi.<\/p>\n<p><em>Chiara Lubich<\/em><\/p>\n<p class=\"nota\">Pubblicata su Citt\u00e0 Nuova, 1988\/22, pag. 11<\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=1591\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">Testo<\/a><\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=1592\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">Versione del 2003<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, (Citt\u00e0 Nuova) 25 novembre 1988 Commento alla Parola di Vita: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\u00a0(Lc 3,11). Queste parole sono prese dalla predicazione del Battista. L&#8217;evangelista Luca riferisce che tra le folle che correvano al Giordano per farsi battezzare, c&#8217;erano anche dei pubblicani (esattori delle imposte per conto dell&#8217;autorit\u00e0 romana), i quali, a motivo di questa loro professione, erano considerati dei pubblici peccatori; e c&#8217;erano dei militari i quali, a motivo della loro provenienza pagana, erano ritenuti dei \u201clontani da Dio\u201d; e fa notare la buona volont\u00e0 da cui costoro erano animati, come dimostra la domanda che essi rivolgono al Battista: che cosa fare per attuare la conversione richiesta per andare incontro la Messia? Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. Questa esortazione, con le sue indicazioni molto concrete, \u00e8 la risposta che il Battista d\u00e0 a queste persone di buona volont\u00e0. 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