{"id":2030,"date":"2015-07-14T17:37:05","date_gmt":"2015-07-14T15:37:05","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2030"},"modified":"2021-08-31T02:02:57","modified_gmt":"2021-08-31T00:02:57","slug":"il-patto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/il-patto\/","title":{"rendered":"Il Patto"},"content":{"rendered":"<h1>Luglio 1949<\/h1>\n<p class=\"intro\"><span style=\"background-color: transparent;\">Chiara Lubich narra il Patto di unit\u00e0 stretto con Igino Giordani (che lei chiamava Foco) il 16 luglio 1949, preludio all\u2019esperienza spirituale e mistica di quell&#8217;estate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"background-color: transparent;\">19. Vivevamo queste esperienze quando venne in montagna Foco.<\/span><\/p>\n<p>20. Foco, innamorato di santa Caterina, aveva cercato sempre nella sua vita una vergine da poter seguire. Ed ora aveva l\u2019impressione d\u2019averla trovata fra noi. Per cui un giorno mi fece una proposta: farmi il voto d\u2019obbedienza, pensando che, cos\u00ec facendo, avrebbe obbedito a Dio. Aggiunse anche che, in tal modo, potevamo farci santi come san Francesco di Sales e santa Giovanna di Chantal.<\/p>\n<p>21. Io non capii in quel momento n\u00e9 il perch\u00e9 dell\u2019obbedienza, n\u00e9 questa unit\u00e0 a due. Allora non c\u2019era l\u2019Opera e fra noi non si parlava molto di voti. L\u2019unit\u00e0 a due poi non la condividevo perch\u00e9 mi sentivo chiamata a vivere il \u00abche tutti siano uno\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>22. Nello stesso tempo per\u00f2 mi sembrava che Foco fosse sotto l\u2019azione d\u2019una grazia, che non doveva andar perduta.\u00a0<\/p>\n<p>23. Allora gli dissi pressappoco cos\u00ec: \u00abPu\u00f2 essere veramente che quanto tu senti sia da Dio. Perci\u00f2 dobbiamo prenderlo in considerazione. Io per\u00f2 non sento quest\u2019unit\u00e0 a due perch\u00e9 tutti devono essere uno\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>24. E aggiunsi: \u00abTu conosci la mia vita: io sono niente. Voglio vivere, infatti, come Ges\u00f9 Abbandonato che si \u00e8 completamente annullato. Anche tu sei niente perch\u00e9 vivi nella stessa maniera.\u00a0<\/p>\n<p>25. Ebbene, domani andremo in chiesa ed a Ges\u00f9 Eucaristia che verr\u00e0 nel mio cuore, come in un calice vuoto, io dir\u00f2: \u201cSul nulla di me patteggia tu unit\u00e0 con Ges\u00f9 Eucaristia nel cuore di Foco. E fa in modo, Ges\u00f9, che venga fuori quel legame fra noi che tu sai\u201d\u00bb. Poi ho aggiunto: \u00abE tu, Foco, fa altrettanto\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>26. L\u2019abbiamo fatto e siamo usciti di chiesa. Foco doveva entrare dalla sagrestia per fare una conferenza ai frati. Io mi sono sentita spinta a ritornare in chiesa. Entro e vado davanti al tabernacolo. E l\u00ec sto per pregare Ges\u00f9 Eucaristia, per dirGli: \u201cGes\u00f9\u201d. Ma non posso. Quel Ges\u00f9, infatti, che stava nel tabernacolo, era anche qui in me, ero anch\u2019io, ero io, immedesimata con Lui. Non potevo quindi chiamare me stessa. E l\u00ec ho avvertito uscire dalla mia bocca spontaneamente la parola: \u201cPadre\u201d. E in quel momento mi sono trovata in seno al Padre.\u00a0<\/p>\n<p>27. Mi \u00e8 sembrato a questo punto che la mia vita religiosa dovesse essere diversa da quella che avevo vissuto fino allora: essa non doveva consistere tanto nell\u2019essere rivolta a Ges\u00f9, quanto nel mettermi a fianco a Lui, Fratello nostro, rivolta verso il Padre.\u00a0<\/p>\n<p>28. Ero, dunque, entrata nel Seno del Padre, che appariva agli occhi dell\u2019anima (ma \u00e8 come l\u2019avessi vista con gli occhi fisici) come una voragine immensa, cosmica. Ed era tutto oro e fiamme sopra, sotto, a destra e a sinistra.\u00a0<\/p>\n<p>29. Fuori di noi era rimasto il creato. Noi eravamo entrati nell\u2019Increato.\u00a0<\/p>\n<p>30. Non distinguevo ci\u00f2 che c\u2019era nel Paradiso ma ci\u00f2 non mi disturbava. Era infinito, ma mi trovavo a casa.\u00a0<\/p>\n<p>31. Mi \u00e8 parso di capire che chi m\u2019aveva messo sulla bocca la parola: \u201cPadre\u201d era stato lo Spirito Santo. E che Ges\u00f9 Eucaristia aveva operato veramente come vincolo d\u2019unit\u00e0 fra me e Foco perch\u00e9 sui nostri due nulla non era rimasto che Lui.\u00a0<\/p>\n<p>32. Foco intanto era uscito dal convento ed io l\u2019ho invitato a sedersi con me su una panchina presso un torrente. E l\u00ec gli ho detto: \u00abSai dove siamo?\u00bb. E gli ho spiegato ci\u00f2 che mi era accaduto.\u00a0<\/p>\n<p>33. Poi sono andata a casa dove ho trovato le focolarine, che tanto amavo, e mi sono sentita spinta a metterle al corrente di ogni cosa. Le ho quindi invitate a venir con noi in chiesa il giorno dopo ed a pregar Ges\u00f9, che entrava nel loro cuore, a far lo stesso patto con Ges\u00f9 che entrava nel nostro. Cos\u00ec hanno fatto. In seguito io ho avuto l\u2019impressione di vedere nel Seno del Padre un piccolo drappello: eravamo noi. Ho comunicato questo alle focolarine le quali mi facevano una cos\u00ec grande unit\u00e0 da aver l\u2019impressione di veder anch\u2019esse ogni cosa.\u00a0<\/p>\n<p>34. Nel frattempo non si smetteva di vivere, vivere con intensit\u00e0, in mezzo ai nostri lavoretti di casa, quella realt\u00e0 che eravamo, vivendo la Parola di vita.<\/p>\n<p>35. Tutte le mattine si faceva la Comunione, lasciando che Ges\u00f9 operasse ci\u00f2 che desiderava, mentre alla sera alle sei in chiesa, davanti ad un altare della Madonna, che era sulla destra dell\u2019altare maggiore, si faceva meditazione in una maniera un po\u2019 originale: io, pensando che Ges\u00f9 volesse comunicarci qualcosa di ci\u00f2 che aveva operato per la nuova Comunione fatta, invitavo le focolarine e me a non pensare a nulla, ad annientare ogni pensiero affinch\u00e9 Lui potesse illuminarci.<\/p>\n<p>36. Nel fuoco della Trinit\u00e0 eravamo state, infatti, cos\u00ec fuse in uno che io chiamavo il nostro drappello \u201cAnima\u201d. Eravamo l\u2019Anima.<\/p>\n<p>Ora il Signore, se avesse voluto, avrebbe potuto illuminare quest\u2019Anima (attraverso di me, che ero come il suo centro) sulle sue nuove realt\u00e0 e per questo ci sembrava occorresse il massimo silenzio interiore.<\/p>\n<p>37. Poi quanto avevo capito lo comunicavo a Foco ed alle focolarine. Erano tre, dunque, le nostre comunioni: quella con Ges\u00f9 Eucaristia, con la sua Parola e quella fra noi.<\/p>\n<p class=\"nota\"><span style=\"font-size: 1.1em; background-color: transparent;\"><\/span><span style=\"font-size: 10.2850008010864px;\">(Nuova Umanit\u00e0 XXXIV (2012\/6) 204, pp. 685-687)<\/span><\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=1796-chi-19490700-it&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luglio 1949 Chiara Lubich narra il Patto di unit\u00e0 stretto con Igino Giordani (che lei chiamava Foco) il 16 luglio 1949, preludio all\u2019esperienza spirituale e mistica di quell&#8217;estate.\u00a0 19. Vivevamo queste esperienze quando venne in montagna Foco. 20. Foco, innamorato di santa Caterina, aveva cercato sempre nella sua vita una vergine da poter seguire. 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