{"id":2210,"date":"2016-04-09T07:20:01","date_gmt":"2016-04-09T05:20:01","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2210"},"modified":"2022-10-14T17:03:20","modified_gmt":"2022-10-14T15:03:20","slug":"un-amore-esercitato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/un-amore-esercitato\/","title":{"rendered":"Un amore esercitato"},"content":{"rendered":"<p class=\"intro\">L\u2019amore al prossimo: una scoperta progressiva di Chiara Lubich e delle sue prime compagne sin dagli inizi delle loro esperienza.<\/p>\n<p>\u00abPur intuendo che il fondamento del Vangelo \u00e8 la carit\u00e0 (l\u2019amore del prossimo) &#8230;, non \u00e8 che capissimo subito come fare a viverla, con chi dovesse essere messa in pratica e su quale scala.<\/p>\n<p>All\u2019inizio, portate soprattutto dalle circostanze dolorose della guerra, indirizzammo il nostro amore ai poveri, sicure di ravvisare sotto quei volti macilenti, ributtanti a volte, il volto del Signore. E fu una scuola. Noi non eravamo abituate ad amare in senso soprannaturale. Il nostro interesse era arrivato, al pi\u00f9, fino ai nostri cari o agli amici, in quell\u2019ottimo rispetto o sana amicizia naturale.<\/p>\n<p>Invece ora, sotto la spinta della grazia, fidando in Dio e nella sua Provvidenza, che pensa agli uccelli dell\u2019aria e ai fiori dei campi, dedicavamo la nostra premura a tutti i poveri della citt\u00e0. Cercavamo di farli venire nelle nostre case e sedere alla nostra mensa. (&#8230;)<\/p>\n<p>Se a casa non potevano essere accolti, venivano incontrati per strada, in punti precisi, e si lasciava ad essi quanto era stato raccolto. Li visitavamo nelle stamberghe pi\u00f9 squallide, e cercavamo di confortarli anche con medicine.<\/p>\n<p>I poveri erano realmente l\u2019oggetto del nostro amore, perch\u00e9 per essi e attraverso di essi si poteva amare Ges\u00f9, e costituivano anche l\u2019interesse di quant\u2019altre persone erano state attratte dal comune ideale.<\/p>\n<p>Crescendo la comunit\u00e0 attorno al primo nucleo di focolarine, aumentavano anche le possibilit\u00e0 d\u2019aiuto, di soccorso per chiunque soffrisse. Ed era uno spettacolo, che non si sa se mano di uomo o di angelo avesse composto, veder arrivare i viveri, il vestiario e i medicinali: insolita abbondanza che, negli ultimi anni della guerra, dava palesemente a chiunque l\u2019impressione di un particolare intervento della divina Provvidenza. (&#8230;)&nbsp;<\/p>\n<p>Piccoli fatti che succedono a chiunque, seguace di Ges\u00f9, conosce il \u201cchiedete e vi sar\u00e0 dato\u201d (Mt 7, 7), ma che ci facevano rimanere ammirate, mentre ci incoraggiavano quegli altri, straordinari, successi ai grandi fratelli che ci precedettero e conobbero anch\u2019essi \u2013 allorch\u00e9 non erano ancora santi \u2013 le difficolt\u00e0 dell\u2019ascesa a Dio, sgelando la cristallizzata personalit\u00e0 umana al fuoco della divina carit\u00e0.<\/p>\n<p>Non aveva santa Caterina amato tanto i poveri da dare ad uno il suo mantello e ad un altro la crocetta del suo rosario? E non era forse venuto Ges\u00f9, le notti seguenti, in visione a ringraziarla dei doni fatti a Lui nei poveri?<\/p>\n<p>E san Francesco non aveva per trenta volte circa donato il suo mantello ai poveri?<\/p>\n<p>Cos\u2019era per noi levarci i guanti d\u2019inverno per darli a chi per ore doveva elemosinare sotto la neve per vivere? (&#8230;)<\/p>\n<p>Questo lavoro continu\u00f2 con alacrit\u00e0 per mesi. Ma, pur nella pi\u00f9 estrema generosit\u00e0 dei singoli, (&#8230;) si capiva che forse non era questo lo scopo immediato per cui il Signore ci aveva spinte alla carit\u00e0 concreta.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi, ci parve di capire che Egli ci aveva suscitate in quella direzione anche per un suo preciso intento: \u00e8 nella carit\u00e0, vivendo la carit\u00e0, che si comprendono meglio le cose del Cielo, che Dio pu\u00f2 liberamente illuminare le anime.<\/p>\n<p>E fu forse per questo amore esercitato che pi\u00f9 tardi capimmo come il nostro cuore non doveva rivolgersi soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini indistintamente. C\u2019era s\u00ec chi doveva essere sfamato, dissetato, vestito, ma anche chi doveva essere istruito, consigliato, sopportato, chi aveva bisogno di preghiere&#8230;<\/p>\n<p>Le opere di misericordia corporale e spirituale si aprirono a ventaglio di fronte al nostro spirito: erano esse, oltre tutto, le domande concrete che il Giudice della nostra esistenza ci avrebbe rivolto per determinare la nostra eternit\u00e0: considerazione questa che ci inabiss\u00f2 nell\u2019adorazione, costatando l\u2019amore infinito di Ges\u00f9, il quale ce le aveva rivelate con la sua venuta per rendere pi\u00f9 facile il nostro ingresso in Cielo.<\/p>\n<p>A tanto amore, ognuna di noi era spinta a rispondere con l\u2019amore nella pratica di queste sue volont\u00e0.<\/p>\n<p>Dio non domandava soltanto l\u2019amore ai miseri, ma l\u2019amore del prossimo, chiunque esso fosse, cos\u00ec come si ama s\u00e9 stessi.<\/p>\n<p>E allora, se qualcuno piangeva, si cercava di piangere con lui, e la croce si raddolciva, e se qualcuno godeva, si gioiva con lui, e il gaudio aumentava: \u201cRallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con quelli che sono nel pianto\u201d (Rm 12, 15)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"nota\">Ch. Lubich,Scritti Spirituali\/3, Roma 1996, pp. 35-39.<\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=1995-chi-00000000-it&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019amore al prossimo: una scoperta progressiva di Chiara Lubich e delle sue prime compagne sin dagli inizi delle loro esperienza. \u00abPur intuendo che il fondamento del Vangelo \u00e8 la carit\u00e0 (l\u2019amore del prossimo) &#8230;, non \u00e8 che capissimo subito come fare a viverla, con chi dovesse essere messa in pratica e su quale scala. All\u2019inizio, portate soprattutto dalle circostanze dolorose della guerra, indirizzammo il nostro amore ai poveri, sicure di ravvisare sotto quei volti macilenti, ributtanti a volte, il volto del Signore. E fu una scuola. Noi non eravamo abituate ad amare in senso soprannaturale. 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