{"id":2249,"date":"2016-06-02T18:37:39","date_gmt":"2016-06-02T16:37:39","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2249"},"modified":"2021-08-31T02:03:09","modified_gmt":"2021-08-31T00:03:09","slug":"fini-e-spiritualita-del-movimento-dei-focolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/fini-e-spiritualita-del-movimento-dei-focolari\/","title":{"rendered":"Fini e spiritualit\u00e0 del Movimento dei Focolari"},"content":{"rendered":"<h1>Lublino (Polonia), 19 giugno 1996<\/h1>\n<p class=\"intro\">Estratto dalla lectio magistralis tenuta in occasione del conferimento a Chiara Lubich &nbsp;della laurea h.c in Scienze Sociali dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Lublino (Polonia)<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>Il Movimento dei Focolari.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile descriverlo in qualche minuto. Vediamo per\u00f2 subito a quale scopo pensiamo Dio l&#8217;abbia suscitato.<\/p>\n<p>Quando esso \u00e8 apparso nella Chiesa, negli anni quaranta, erano tempi in cui &#8211; e loro lo possono capire meglio di altri &#8211; si dilatava nel mondo un&#8217;ideologia che misconosceva Dio, anzi voleva bandirLo dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;odio aveva assunto un ruolo importante per la realizzazione di una societ\u00e0 che pure si voleva presentare come progressista<sup>1<\/sup>.<\/p>\n<p>L&#8217;unit\u00e0, l&#8217;unit\u00e0 dei popoli senza Dio, costituiva l&#8217;utopia a cui si voleva credere e per la quale valeva la pena di spendere gran parte delle proprie energie.<\/p>\n<p>Proprio in tale contesto \u00e8 nato il Movimento dei Focolari, che incentra i suoi obiettivi, le sue finalit\u00e0 esattamente qui: in Dio, scelto addirittura come Ideale; nell&#8217;amore, come stile di vita; nell&#8217;unit\u00e0, come esercizio che lega ciascun uomo a Dio, e gli uomini fra loro.<\/p>\n<p>E come si presenta oggi il Movimento dei Focolari?<\/p>\n<p>Esso \u00e8 una realt\u00e0 insieme religiosa e civile, che conta pi\u00f9 di quattro milioni di persone: due ben legate al Movimento e alle sue strutture, e altre due che ne vivono lo spirito. Persone di ogni razza, lingua, popolo e religione, sparse nel mondo intero, in quasi 200 nazioni.&nbsp;<\/p>\n<p>I suoi membri sono legati fra loro come fratelli e sorelle dalla carit\u00e0 portata da Ges\u00f9 sulla terra, o anche semplicemente dall&#8217;amore di benevolenza, che tutte le religioni in pratica propongono; amore che \u00e8 accettato pure da persone indifferenti alla religione, come unico mezzo necessario per costruire la fraternit\u00e0 universale.<\/p>\n<p>Il Movimento dei Focolari &#8211; cos\u00ec lo vede Giovanni Paolo II &#8211; \u00e8 un piccolo &#8220;popolo&#8221;, espressione del grande popolo di Dio. E&#8217; in marcia, nell&#8217;edificazione di una civilt\u00e0 dell&#8217;amore, verso la m\u00e8ta di un mondo pi\u00f9 unito.<\/p>\n<p>Ha una sua spiritualit\u00e0 specifica, comunitaria, e una sua precisa cultura.<\/p>\n<p>Al Movimento dei Focolari aderiscono in maggioranza persone cattoliche di tutte le et\u00e0 e vocazioni; ma anche cristiani di altre Chiese e fedeli di altre religioni.<\/p>\n<p>N\u00e9 sono da dimenticare i non-credenti, se uomini e donne di buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>E&#8217; un&#8217;Opera di Dio e quindi molto ricca. La si pu\u00f2 vedere da svariati punti di vista: da quello spirituale a quello apostolico, o pastorale, o caritativo, o associativo, o profetico, o sociale&#8230;&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, almeno in questa prima parte, lo vogliamo considerare soprattutto dal lato sociale.<\/p>\n<p>Il Movimento dei Focolari ha cinquantatr\u00e9 anni di vita: \u00e8 nato nel 1943.<\/p>\n<p>E quale il suo primo vagito? Quale &#8220;la prima scintilla ispiratrice&#8221; &#8211; come l&#8217;ha chiamata ancora Giovanni Paolo II?<\/p>\n<p>Semplice come tutte le cose di Dio.<\/p>\n<p>Durante il flagello della guerra, una ri-rivelazione di ci\u00f2 che Dio \u00e8 veramente: Amore.<\/p>\n<p>Egli ci amava immensamente. Egli amava tutti.<\/p>\n<p>Questa la riscoperta, che ci ha fatto sentire Dio vicino, presente in tutte le circostanze della vita.<\/p>\n<p>Questo il primo annuncio a tutti quelli che incontravamo: Dio \u00e8 qui, Egli ti ama, conta persino i capelli del tuo capo; Egli \u00e8 morto per te.<\/p>\n<p>E&#8217; cos\u00ec che abbiamo creduto all&#8217;amore.<\/p>\n<p>Ma all&#8217;amore occorreva rispondere. Come? Col nostro amore, che non \u00e8 certo sentimentalismo vuoto, ma situarsi e vivere sull&#8217;onda della sua volont\u00e0: &#8220;Non chi dice Signore, Signore, ma chi fa la volont\u00e0 del Padre mio&#8230;&#8221; (cf Mt 7,21).<\/p>\n<p>E la sua volont\u00e0 &#8211; lo si \u00e8 capito &#8211; \u00e8 amare.<\/p>\n<p>Lo Spirito (che vorrei chiamare il carisma dell&#8217;unit\u00e0), che iniziava a illuminarci, ci spingeva dunque ad amare.<\/p>\n<p>Ma si poteva amare rettamente soltanto osservando e praticando le Parole di Dio.<\/p>\n<p>Non era possibile prendere nulla, nelle molteplici corse ai rifugi di giorno e di notte per ripararci dalle bombe, ma un Vangelo, un piccolo Vangelo, s\u00ec.<\/p>\n<p>E l\u00ec, nelle ore d&#8217;attesa, la lettura. Erano parole uniche, universali, fatte per tutti.<\/p>\n<p>Abbiamo capito subito che, tradotte in vita, avrebbero suscitato una rivoluzione.<\/p>\n<p>Si leggevano e si vivevano. E il mondo in noi e attorno a noi cambiava.<\/p>\n<p>Pur nel fascino che tutto il Vangelo emanava, fummo colpite soprattutto da alcune parole di Ges\u00f9 e da realt\u00e0 che sottolineavano proprio l&#8217;amore: amare Dio, amare il prossimo, amarci a vicenda, accogliere la presenza spirituale di Cristo fra noi, come Egli ha promesso dove due o pi\u00f9 si uniscono nel suo nome (cf Mt 18,20), cio\u00e8 nel suo amore; seguire l&#8217;Amore pi\u00f9 manifesto: Ges\u00f9 crocifisso; realizzare l&#8217;unit\u00e0, effetto dell&#8217;amore reciproco compiuto e non solo con chi \u00e8 preposto alla Chiesa, ma con tutti (&#8220;che tutti siano uno&#8221; [Gv 17,21]): quell&#8217;unit\u00e0 che come cristiani siamo chiamati a vivere sul modello della Santissima Trinit\u00e0.<\/p>\n<p>Capimmo l&#8217;Eucaristia come generatrice e vincolo di unit\u00e0; Maria come Madre del bell&#8217;Amore e dell&#8217;unit\u00e0; approfondimmo la Chiesa come comunione nell&#8217;amore; lo Spirito Santo come l&#8217;Amore fatto persona.<\/p>\n<p>In seguito queste parole, queste realt\u00e0 del Vangelo, che ci avevano particolarmente coinvolte, iniziarono a manifestarsi come le linee di svolgimento di una spiritualit\u00e0 tutta incentrata sull&#8217;amore e sull&#8217;unit\u00e0: la spiritualit\u00e0 dell&#8217;unit\u00e0.<\/p>\n<p>Essa &#8211; a distanza di decenni &#8211; la stiamo scoprendo come un&#8217;autentica spiritualit\u00e0 della Chiesa &#8211; accanto alle altre pi\u00f9 centrate sul singolo e che hanno abbellito la Sposa di Cristo nei secoli. Spiritualit\u00e0, questa dell&#8217;unit\u00e0, con una nota tutta sua, forse solamente sua: la pi\u00f9 radicale, la pi\u00f9 intensa comunitariet\u00e0.<\/p>\n<p>Si viveva, allora, nella meraviglia e nello stupore, il verificarsi quotidiano delle promesse evangeliche: il &#8220;vi sar\u00e0 dato&#8221; (Lc 6,38) per aver dato; &#8220;il soprappi\u00f9&#8221;, che puntualmente arrivava per aver cercato il suo Regno; il &#8220;centuplo&#8221;, che regolarmente seguiva chi fra noi aveva lasciato tutto per Iddio.<\/p>\n<p>Ma c&#8217;\u00e8 un episodio di quell&#8217;epoca, fra i mille aneddoti che costellavano la nostra vita, che conferma la specifica vocazione comunitaria.<\/p>\n<p>Radunateci un giorno in una cantina, per ripararci dai pericoli della guerra, aprimmo il Vangelo a caso; ed eccoci di fronte alla solenne preghiera di Ges\u00f9 al Padre, lungo il torrente Cedron, verso l&#8217;orto degli ulivi.<\/p>\n<p>&#8220;Padre Santo&#8221;, cominciammo a leggere; e avemmo l&#8217;impressione di penetrare quel brano difficile per la nostra preparazione. Ma soprattutto avvertimmo la certezza che per quella pagina del Vangelo eravamo nate, era per noi come la &#8220;magna charta&#8221; del nuovo Movimento.<\/p>\n<p>Per questa spiritualit\u00e0 comunitaria si posero in comune &#8211; in maniera diversificata &#8211; fra i molti che ormai ci seguivano, i pochi beni materiali e quelli spirituali, e anche le necessit\u00e0.<\/p>\n<p>Tale concretizzazione evangelica (si desiderava infatti emulare in qualche modo i primi cristiani, fra i quali non c&#8217;erano bisognosi per la comunione dei beni da loro operata), non lasci\u00f2 gli altri indifferenti.<\/p>\n<p>Infatti dei comunisti si presentarono un giorno nel nostro primo focolare, chiedendoci il segreto di quanto era avvenuto attorno a noi. Affermarono che quanto avevano visto realizzato nella citt\u00e0 di Trento, lo avrebbero voluto attuare in tutto il mondo.&nbsp;<\/p>\n<p>Indicammo su una parete il Crocifisso: non era forse per Lui che ci eravamo amati e ci amavamo fino a condividere ogni cosa?<\/p>\n<p>Ma quel segreto non era per loro che, abbassando il capo, se ne andarono.<\/p>\n<p>Il Movimento cominci\u00f2 poi la sua rapida espansione, dapprima in Italia, in seguito in Europa, anche nell&#8217;Est, e quindi nel mondo.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 per quel &#8220;segreto&#8221;, indicato ai nostri fratelli comunisti. Infatti, in una circostanza &#8211; prevista, pensiamo, da Dio &#8211; eravamo venute a conoscenza che Ges\u00f9 aveva sofferto il massimo dei dolori quando in croce aveva sperimentato l&#8217;abbandono del Padre: &#8220;Dio mio, Dio mio perch\u00e9 mi hai abbandonato?&#8221; (Mt 27,46).<\/p>\n<p>Siamo state toccate da questo fatto. E la giovane et\u00e0, l&#8217;entusiasmo, soprattutto la grazia di Dio, spinsero noi, prime focolarine, a scegliere proprio Ges\u00f9 nel suo abbandono come ideale della nostra vita.<\/p>\n<p>Da allora dappertutto scoprimmo il suo volto: nei dolori del nostro cuore, che ci sforzavamo di amare perch\u00e9 espressione di Lui, e in quelli dei prossimi, specie se sofferenti.<\/p>\n<p>Egli, che aveva sentito il Padre lontano da s\u00e9, che aveva sperimentato in s\u00e9 la separazione degli uomini da Dio e fra loro, fu da noi ravvisato anche in tutte le divisioni del mondo, grandi o piccole: quelle nella famiglia, fra le generazioni, fra poveri e ricchi, in seno alla Chiesa stessa fra le sue varie opere, e poi fra le varie Chiese; e ancora, fra le religioni; e ancora fra chi crede e chi non crede&#8230;<\/p>\n<p>Ma &#8211; ci\u00f2 \u00e8 importante &#8211; tutte queste divisioni non ci hanno spaventato; anzi per l&#8217;amore a Lui Abbandonato ci hanno attratto. E vedevamo il nostro posto proprio l\u00ec dove era il trauma, dove lo spacco.<\/p>\n<p>Da qui i frutti in ogni campo.<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=2037-chi-19960619-it&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lublino (Polonia), 19 giugno 1996 Estratto dalla lectio magistralis tenuta in occasione del conferimento a Chiara Lubich &nbsp;della laurea h.c in Scienze Sociali dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Lublino (Polonia) (\u2026) Il Movimento dei Focolari. Non \u00e8 facile descriverlo in qualche minuto. Vediamo per\u00f2 subito a quale scopo pensiamo Dio l&#8217;abbia suscitato. 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