{"id":2337,"date":"2016-10-25T09:58:22","date_gmt":"2016-10-25T07:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2337"},"modified":"2021-08-31T02:01:27","modified_gmt":"2021-08-31T00:01:27","slug":"vivere-dell-amore-spinte-ecumeniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/archivio-scritti-it\/vivere-dell-amore-spinte-ecumeniche\/","title":{"rendered":"Vivere dell&#8217;amore &#8211; Spinte ecumeniche"},"content":{"rendered":"<h1>Berlino (Chiesa della Memoria), 19 novembre 1998<\/h1>\n<p><span class=\"intro\">Dall\u20191 novembre al 13 dicembre 1998, Chiara Lubich compie un viaggio in Germania, con significative tappe ad Aachen,M\u00fcnster, Augsburg e a Berlino, dove viene invitata dalla comunit\u00e0 evangelica. Proponiamo qui il suo intervento, in cui indica la legge dell\u2019amore come via maestra per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani e per il dialogo &nbsp;con i credenti.<\/span>&nbsp;<\/p>\n<p>(\u2026)<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che se noi cristiani, ora, all&#8217;alba del terzo millennio, diamo nuovamente uno sguardo alla nostra storia di 2000 anni ed in particolare a quella del secondo millennio, non possiamo non rimanere ancora contristati nel costatare come essa \u00e8 stata spesso un susseguirsi di incomprensioni, di liti, di lotte. E queste hanno spezzato in molti punti la tunica inconsutile di Cristo, che \u00e8 la sua Chiesa. E colpa di chi? Certamente di circostanze storiche, culturali, politiche, geografiche, sociali&#8230; Ma anche del venir meno fra i cristiani di quell&#8217;elemento unificatore loro tipico: l&#8217;amore. Proprio cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n<p>E allora per poter tentare oggi di rimediare a tanto male, dobbiamo tener presente il principio della nostra comune fede: Dio Amore che chiama pure noi ad amare. In questi tempi \u00e8 proprio Dio Amore che, in certo modo, deve nuovamente tornare a rivelarsi anche alle Chiese che componiamo. Non si pu\u00f2, infatti, pensare di poter amare gli altri se non ci si sente profondamente amati, se non \u00e8 viva in tutti noi cristiani la certezza che Dio ci ama.&nbsp;<br \/>Ed egli non ci ama solo come singoli cristiani, ci ama pure come Chiesa; ed ama la Chiesa per quanto si \u00e8 comportata nella storia secondo il disegno che Dio aveva su di essa, ma anche &#8211; e qui \u00e8 la meraviglia della misericordia di Dio &#8211; la ama pure se non vi ha corrisposto, permettendo la divisione, solo nel caso per\u00f2 che essa ricerchi ora la piena comunione con le altre Chiese. E&#8217; questa consolantissima convinzione che ha fatto s\u00ec che Giovanni Paolo II, fidando in Colui che trae dal male il bene, alla domanda: &#8220;Perch\u00e9 lo Spirito Santo ha permesso tutte queste divisioni?&#8221;, pur ammettendo che pu\u00f2 essere stato per i nostri peccati, ha aggiunto: &#8220;Non potrebbe essere (&#8230;) che le divisioni siano state (&#8230;) una via che ha condotto e conduce la Chiesa a scoprire le molteplici ricchezze contenute nel Vangelo di Cristo? Forse &#8211; continua il Papa &#8211; tali ricchezze non sarebbero potute venire alla luce diversamente&#8230;&#8221;&nbsp;<br \/>Credere, dunque, a Dio che \u00e8 Amore anche per la Chiesa. Ma, se Dio ci ama, noi non possiamo rimanere inerti di fronte a tanta divina benevolenza; da veri figli dobbiamo contraccambiare il suo amore anche come Chiesa. Ogni Chiesa nei secoli si \u00e8, in certo modo, pietrificata in se stessa per le ondate di indifferenza, di incomprensione, se non di odio reciproco. Occorre perci\u00f2 in ognuna un supplemento di amore; occorrerebbe, anzi, che la cristianit\u00e0 venisse invasa da una fiumana di amore.<br \/>Amore verso le altre Chiese, dunque, e amore reciproco fra le Chiese, quell&#8217;amore che porta ad essere ognuna dono alle altre, poich\u00e9 si pu\u00f2 prevedere che nella Chiesa del futuro una ed una sola sar\u00e0 la verit\u00e0, ma espressa in maniere varie, osservata da varie angolazioni, abbellita da molte interpretazioni.<br \/>Non \u00e8 che una Chiesa o l&#8217;altra dovr\u00e0 &#8220;morire&#8221; (come qualcuno, magari piccolina, pensa), ma ognuna dovr\u00e0 rinascere nuova nell&#8217;unit\u00e0. E vivere nella Chiesa futura in piena comunione sar\u00e0 una realt\u00e0 meravigliosa, affascinante come un miracolo, che susciter\u00e0 l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse del mondo intero.<br \/>Amore reciproco per\u00f2 che \u00e8 veramente evangelico, e quindi valido, se praticato nella misura voluta da Ges\u00f9: &#8220;Amatevi gli uni gli altri &#8211; egli ha detto &#8211; come io vi ho amato. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici.&#8221; (Cf Gv 15,13) E in quale modo \u00e8 morto Ges\u00f9? Egli, nella sua passione e morte, non ha sofferto solo per l&#8217;agonia nell&#8217;orto, per la flagellazione, per la corona di spine, per la crocifissione, ma anche per quel culmine del suo dolore che ha espresso nel grido: &#8220;Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?&#8221; (Mt 27,46), patire che, come affermano teologi e mistici, fu la sua prova pi\u00f9 alta, la sua tenebra pi\u00f9 nera.&nbsp;<br \/>Ora, sembra che, allo scopo di edificare pienamente la comunione nell&#8217;amore vicendevole, sia necessario oggi contemplare e rispecchiarsi particolarmente in quel dolore. E si capisce. Se Ges\u00f9 si era offerto a porre rimedio al peccato del mondo e quindi alla divisione degli uomini staccati da Dio e, di conseguenza, disuniti tra loro, non poteva compiere questa sua missione se non sperimentando in s\u00e9 un&#8217;abissale separazione: la separazione di lui, Dio, da Dio, sentendosi abbandonato dal Padre.<br \/>Ges\u00f9 per\u00f2 riabbandonandosi al Padre &#8211; &#8220;Nelle tue mani consegno il mio spirito&#8221; (Lc 23,46) -, ha superato quell&#8217;infinito dolore e ha riportato cos\u00ec gli uomini in seno al Padre e nel reciproco abbraccio. Ma se le cose stanno cos\u00ec, non sar\u00e0 difficile vedere in lui, proprio in lui, la stella pi\u00f9 luminosa che deve illuminare il cammino ecumenico; la perla, che occorre scoprire per entrare nel Regno.<br \/>Sembra che un lavoro ecumenico sar\u00e0 veramente fecondo in proporzione di quanto, chi vi si dedica, vedr\u00e0 in Ges\u00f9 crocifisso e abbandonato che si riabbandona al Padre, la chiave per capire ogni disunit\u00e0 e per ricomporre l&#8217;unit\u00e0. Occorrono, per un proficuo ecumenismo, cuori toccati da lui, crocifisso e abbandonato, che non lo fuggono, ma lo capiscono, lo amano, lo scelgono e sanno vedere il suo volto divino in ogni disunit\u00e0 che incontrano; e trovano in lui la luce e la forza per non fermarsi nel trauma, nello spacco della divisione, ma per andare sempre al di l\u00e0 e trovarvi rimedio, tutto il rimedio possibile.<br \/>L&#8217;amore reciproco porta cos\u00ec ad attuare l&#8217;unit\u00e0. Ges\u00f9, prima di essere messo in croce, prima di soffrire l&#8217;abbandono del Padre, l&#8217;aveva pregato, in una lunga preghiera per l&#8217;unit\u00e0, &#8220;perch\u00e9 tutti siano una cosa sola.&#8221; (Gv 17,21) E l&#8217;unit\u00e0 vissuta ha un effetto, che \u00e8 pure esso, per cos\u00ec dire, un pezzo forte per un ecumenismo vivo. Si tratta della presenza di Ges\u00f9 fra pi\u00f9 persone, nella comunit\u00e0: &#8220;Dove due o tre &#8211; ha detto Ges\u00f9 &#8211; sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro.&#8221; (Mt 18,20)&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;abbiamo mai pensato? L&#8217;abbiamo mai sperimentato? Ges\u00f9 fra un cattolico ed un evangelico che si amano; Ges\u00f9 fra gli anglicani e gli ortodossi, fra un&#8217;armena e una riformata&#8230; Ges\u00f9! Quanta pace sin d&#8217;ora, quanta luce per un retto cammino ecumenico. Ges\u00f9 in mezzo a noi \u00e8 un dono, fra il resto, che rende meno penosa l&#8217;attesa del tempo in cui sar\u00e0 condiviso da tutti noi sotto le specie eucaristiche.<br \/>E necessita ancora un grande amore per lo Spirito Santo, Amore fatto Persona. Ges\u00f9 lo ha donato a noi con il suo spirare lass\u00f9 in croce e ne ha colmato la Chiesa nascente alla Pentecoste. E&#8217; lo Spirito Santo che lega in unit\u00e0 le Persone della Santissima Trinit\u00e0, ed \u00e8 lo Spirito Santo il vincolo fra le membra del Corpo mistico di Cristo.<br \/>Nella riconciliazione fra cristiani, poi, sar\u00e0 necessario almeno non dimenticare Maria, che in un Concilio comune, quello di Efeso, abbiamo proclamato Madre di Dio, Theot\u00f3kos. Maria, proprio perch\u00e9 Madre, pu\u00f2 far molto per l&#8217;unit\u00e0.<br \/>Ecco un po&#8217; tutto quello che volevo mettere in comunione con tutti loro.<br \/>So, anche per esperienza, che, se noi tutti vivremo cos\u00ec, ci saranno frutti eccezionali. E &#8211; lo si pu\u00f2 intuire &#8211; si avr\u00e0 soprattutto un particolare effetto: vivendo assieme questi diversi aspetti del nostro cristianesimo, avvertiremo di formare, in certo modo, gi\u00e0 da ora un solo popolo cristiano, che potr\u00e0 essere &#8211; con tutto ci\u00f2 a cui conducono le altre forze suscitate dallo Spirito Santo in questo tempo ecumenico &#8211; un lievito per la piena comunione tra le Chiese. Sar\u00e0 quasi l&#8217;attuarsi di un altro dialogo, dopo quello della carit\u00e0 &#8211; come ai tempi di Atenagora -, quello teologico e quello della preghiera: sar\u00e0 il dialogo della vita, il dialogo del popolo, del popolo di Dio. Io l&#8217;ho visto questo dialogo, l&#8217;ho vista la realt\u00e0 di questo popolo di Dio, di questo popolo di Dio in cammino.<br \/>Ricordo ancora a Londra, avevo di fronte a me 2.000 persone di tutte le Chiese, ma tutte vivevamo cos\u00ec: Dio amore, amarlo, amarci, aver Cristo in mezzo a noi, superare le difficolt\u00e0 e i traumi con l&#8217;amore a lui crocifisso e abbandonato. E ci siamo sentiti un solo popolo. Era vicino a me un&#8217;anglicana, io ho detto: &#8220;Chi ci separer\u00e0 dalla carit\u00e0?&#8221; con questa anglicana che vive la mia stessa vita. Nessuno potr\u00e0 toglierci Cristo in mezzo a noi.&nbsp;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 quindi l&#8217;attuarsi di un altro dialogo dopo tutti questi, dialogo pi\u00f9 che urgente ed opportuno se \u00e8 vero, come la storia insegna, che vi \u00e8 poco di garantito in campo ecumenico quando non vi \u00e8 coinvolto il popolo. Ci sono stati dei Concili dove si \u00e8 deciso di unire le Chiese, ma poi sono falliti perch\u00e9 il popolo non era al corrente, il popolo non era interessato. E&#8217; un dialogo che far\u00e0 scoprire con maggior evidenza e valorizzare tutto il grande patrimonio che gi\u00e0 abbiamo fra di noi, basta pensare al battesimo, alla Scrittura, ai primi Concili, ai Padri della Chiesa.<br \/>Attendiamo di vedere realizzarsi questo popolo, popolo che gi\u00e0 qua e l\u00e0 sta apparendo.&nbsp;<br \/>Ma perch\u00e9 in questa stupenda chiesa non facciamo s\u00ec che noi cristiani ci uniamo in tale maniera in queste idee, s\u00ec da realizzare questo fatto: che magari siamo entrati di Chiese diverse e usciamo un solo popolo cristiano, pronti a morire gli uni per gli altri?&nbsp;<br \/>Questo \u00e8 un frutto meraviglioso. Io penso come la Santissima Trinit\u00e0 guarda qui, vede realizzato fra Chiese diverse il suo stesso modo di vivere: una Chiesa per l&#8217;altra, una Chiesa in dono all&#8217;altra, due Chiese che nessuno potr\u00e0 mai dividere, perch\u00e9 sono fatte uno da Cristo in mezzo a noi.&nbsp;<br \/>Teniamocelo questo Ges\u00f9 in mezzo a noi, \u00e8 lui la speranza del mondo, \u00e8 lui che ci porta in un ecumenismo veramente fruttuoso, \u00e8 lui che ci far\u00e0 vedere miracoli in questo campo. E&#8217; inutile che dicano che l&#8217;ecumenismo va lento. Con Ges\u00f9 vinciamo il mondo!&nbsp;<br \/>Inoltre, se noi cristiani ameremo cos\u00ec, potremo avere anche una luce in pi\u00f9 per scoprire nelle altre religioni la presenza dei &#8220;semi del Verbo&#8221; , cio\u00e8 una qualche luce del Verbo anche nelle altre religioni, una qualche luce della verit\u00e0 anche nelle altre religioni. E questa scoperta potr\u00e0 provocare anche con i loro fedeli vicinanza e comprensione, e si pu\u00f2 stabilire con loro anche, in certo modo, un mutuo amore.<\/p>\n<p>L&#8217;amore cristiano poi aiuta anche il dialogo con coloro che non credono, perch\u00e9 hanno sempre tanti valori nell&#8217;anima che Ges\u00f9 apprezza perch\u00e9 \u00e8 anche uomo.<br \/>E ci sar\u00e0 anche, se cos\u00ec facciamo, per questo dialogo, la possibilit\u00e0 di contribuire al dialogo fra i popoli, come all&#8217;unit\u00e0 fra l&#8217;uomo e la natura perch\u00e9 &#8220;la creazione attende la rivelazione dei figli di Dio&#8221; (Rm 8,19), cio\u00e8 di figli che amano.<br \/>Sforziamoci allora sin d&#8217;ora a vivere come Ges\u00f9 vuole. Prima ci \u00e8 stato detto dal dottor Kruse che il Vangelo \u00e8 semplice: \u00e8 vero! Ma che impegno amare tutti, amare per primi. Amare gli altri come s\u00e9, veder Ges\u00f9 in tutti, amare amico e nemico, amare tedesco e italiano, amare il buddista e il cattolico; amare tutti.<br \/>Proviamo, \u00e8 la felicit\u00e0! Questa \u00e8 la nostra esperienza.<br \/>Sforziamoci allora di vivere cos\u00ec. In verit\u00e0 niente \u00e8 pi\u00f9 urgente nel mondo di una potente corrente d&#8217;amore, se vogliamo sperare in quella civilt\u00e0 dell&#8217;amore, che il terzo millennio sembra si aspetti da noi.<br \/>E grazie del loro ascolto. Che Ges\u00f9 sia in mezzo a noi. &nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=2122-chi-19981119-it&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlino (Chiesa della Memoria), 19 novembre 1998 Dall\u20191 novembre al 13 dicembre 1998, Chiara Lubich compie un viaggio in Germania, con significative tappe ad Aachen,M\u00fcnster, Augsburg e a Berlino, dove viene invitata dalla comunit\u00e0 evangelica. Proponiamo qui il suo intervento, in cui indica la legge dell\u2019amore come via maestra per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani e per il dialogo &nbsp;con i credenti.&nbsp; (\u2026) Il fatto \u00e8 che se noi cristiani, ora, all&#8217;alba del terzo millennio, diamo nuovamente uno sguardo alla nostra storia di 2000 anni ed in particolare a quella del secondo millennio, non possiamo non rimanere ancora contristati nel costatare come essa \u00e8 stata spesso un susseguirsi di incomprensioni, di liti, di lotte. E queste hanno spezzato in molti punti la tunica inconsutile di Cristo, che \u00e8 la sua Chiesa. E colpa di chi? Certamente di circostanze storiche, culturali, politiche, geografiche, sociali&#8230; Ma anche del venir meno fra i cristiani di quell&#8217;elemento unificatore loro tipico: l&#8217;amore. 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