{"id":2430,"date":"2017-04-09T16:48:00","date_gmt":"2017-04-09T14:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2430"},"modified":"2021-08-16T03:50:10","modified_gmt":"2021-08-16T01:50:10","slug":"da-un-intervista-al-messaggero-di-s-antonio-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/archivio-scritti-it\/da-un-intervista-al-messaggero-di-s-antonio-2\/","title":{"rendered":"Da un intervista al Messaggero di S. Antonio"},"content":{"rendered":"<h1>Rocca di Papa, 1 febbraio 1995<\/h1>\n<p class=\"intro\">Che significato possono avere gli eventi luminosi e allo stesso tempo misteriosi della Pasqua per gli uomini e le donne del nostro tempo? Attraverso alcune risposte a domande particolarmente attuali sul mistero dell\u2019abbandono, della morte, e della resurrezione di Ges\u00f9, Chiara Lubich offre una chiave per far s\u00ec che la realt\u00e0 della Pasqua possa essere l\u2019esperienza di ogni giorno.<\/p>\n<p><em>1) &#8220;Tanti uomini e donne del nostro tempo non credono in Dio perch\u00e9 si sentono &#8216;abbandonati&#8217; da Lui. Un&#8217;esperienza che lo stesso Ges\u00f9 visse, per qualche istante di indicibile dolore, sulla croce del Golgota. La meditazione di Ges\u00f9 crocifisso e abbandonato \u00e8 al centro della sua spiritualit\u00e0. Come testimoniare ancora oggi che quel Dio che non ha abbandonato il Figlio sulla croce, \u00e8 anche il Dio che non abbandona mai i suoi figli?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La sensazione d&#8217;abbandono da parte di Dio che avvertono &#8211; come lei afferma &#8211; uomini e donne del nostro tempo, per cui \u00e8 difficile per loro credere in Lui, dice chiaramente quanto sia utile e necessaria la &#8220;nuova evangelizzazione&#8221; a cui si vuole impegnare la Chiesa in questo periodo della sua storia.E&#8217; con l&#8217;annuncio della novit\u00e0 portata dalla Buona Novella che l&#8217;uomo si convince che Dio \u00e8 Amore, che vi \u00e8 un Padre per tutti ed ama ognuno di amore immenso. E&#8217; con questa fede che l&#8217;uomo si pu\u00f2 sollevare dal suo stato di abbandono e di orfanezza.<br \/>Non solo: ma \u00e8 nel sentirsi amato che trova la forza a sua volta di amare i propri fratelli e passare cos\u00ec dalla morte alla vita: &#8220;Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perch\u00e9 amiamo i fratelli&#8221; (1 Gv 3,14).<\/p>\n<p>Ed \u00e8 nell&#8217;amore che s&#8217;intensifica la luce della fede in Dio e in tutto quanto esige da noi. Non sta forse scritto: &#8220;A chi mi ama&#8230; mi manifester\u00f2&#8221;? (cf Gv 14,21).<br \/>Naturalmente a persone che credono di trovarsi in uno stato di abbandono da parte di Dio \u00e8 utilissimo presentare anche l&#8217;immenso dolore di Ges\u00f9 in croce quando ha gridato: &#8220;Dio mio, Dio mio perch\u00e9 mi hai abbandonato?&#8221; (Mc 15,34). Esso pu\u00f2 spiegare come la terra \u00e8 un terreno di prova per tutti noi e come Ges\u00f9 stesso ha voluto sottoporsi a sofferenze che a volte pure noi subiamo.<br \/>Ma occorre anche dire come Egli si \u00e8 comportato abbandonandosi a quel Padre che sembrava abbandonarlo: &#8220;Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito&#8221; (Lc 23,46). E come il Padre ha accettato quest&#8217;atto di amore immenso e lo ha premiato con la risurrezione.<\/p>\n<p><em>2) &#8220;Tanti giovani di oggi conoscono la croce solo come ornamento alla moda o al massimo come arredo sacro. E&#8217; possibile ancora &#8216;annunciare la croce&#8217; alle nuove generazioni?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; possibilissimo annunciare la croce anche oggi ai giovani purch\u00e9 la si presenti per quello che \u00e8: un mezzo per arrivare alla vita, alla pienezza, alla risurrezione.<br \/>Non si comprende esattamente il venerd\u00ec santo se non si ha presente la Pasqua. La Pasqua \u00e8 la festa pi\u00f9 grande dell&#8217;anno perch\u00e9 ad essa tutto converge.<br \/>La mia esperienza \u00e8 che i giovani sanno comprendere benissimo la croce e sanno farsi carico giorno dopo giorno di quelle che Dio, per sua volont\u00e0 o permissione, mette sulle loro spalle.<\/p>\n<p><em>3) &#8220;Cristo espresse il desiderio che i suoi fossero &#8216;una cosa sola&#8217;. Che tutti fossero &#8216;uno&#8217;. Questo ardente desiderio di Ges\u00f9, rivelato al Padre proprio a un passo dalla croce, \u00e8 stato pi\u00f9 volte ignorato o contraddetto in duemila anni di storia. Il Movimento dei Focolari \u00e8 nato proprio per cercare di adempiere la volont\u00e0 di Cristo: essere testimoni e strumenti di unit\u00e0 nella Chiesa e nel mondo. Ma perch\u00e9 l&#8217;unit\u00e0 resta una sfida cos\u00ec difficile da vincere, un ideale cos\u00ec alto da scoraggiare qualche volta anche i credenti pi\u00f9 tenaci?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;unit\u00e0 non \u00e8 una sfida difficile da vincere n\u00e9 un ideale tanto alto da scoraggiare se la si comprende e la si sperimenta almeno un po&#8217;.<br \/>L&#8217;unit\u00e0, ogni unit\u00e0 (di noi con Dio, di noi con i nostri fratelli) \u00e8 un dono di Dio. Egli infatti ci ama sempre per primo.<br \/>Ma poi esige la parte nostra e si pu\u00f2 corrispondere a questo dono con l&#8217;amore. Con l&#8217;amore verso Dio e verso il prossimo. Verso il prossimo con l&#8217;amore reciproco.<br \/>I fratelli che si amano vicendevolmente in Cristo attuano quella sua Parola che dice: &#8220;Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro&#8221; (Mt 18,20).<br \/>S\u00ec, perch\u00e9 l&#8217;unit\u00e0 \u00e8 addirittura una presenza di Ges\u00f9.<br \/>Chi vive secondo il comandamento nuovo di Lui (&#8220;&#8230; amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la vita per i propri amici&#8221; [cf Gv 15,12-13]) ed \u00e8 pronto quindi anche a morire per il fratello, sperimenta veramente la presenza spirituale di Ges\u00f9, del suo Spirito che \u00e8 pace, gioia, luce e tutti i doni dello Spirito.<br \/>E, una volta fatta questa esperienza, non la dimentica pi\u00f9, anzi, in genere, si impegna a ripeterla per tutta la sua vita.<\/p>\n<p><em>4) &#8220;Pasqua: mistero di dolore, mistero d&#8217;amore. Un mistero sempre al centro delle sue meditazioni, delle sue attivit\u00e0, della sua testimonianza. Ma per tanti cristiani, la Pasqua non \u00e8 molto pi\u00f9 di una scadenza liturgica annuale. Si pu\u00f2 &#8216;vivere la Pasqua&#8217; ogni giorno, tutti i giorni?&#8221;<\/em><\/p>\n<p>Certamente. Anzi il cristiano \u00e8 chiamato a vivere ogni giorno la sua Pasqua.<br \/>Come? Portando bene la propria croce. Non solo rassegnandovisi passivamente, non solo trascinandola, ma portandola &#8211; per quanto pu\u00f2 &#8211; con tutta l&#8217;adesione della sua mente, del suo cuore, delle sue forze alla volont\u00e0 di Dio.<br \/>Cos\u00ec facendo, la croce si tramuta, il pi\u00f9 delle volte, in &#8220;giogo soave e leggero&#8221;, che, anzich\u00e9 opprimere o schiacciare, d\u00e0 le ali e la possibilit\u00e0 di vivere nella propria vita la gioia della risurrezione.<br \/>E questa gioia, questa pace nuova, quest&#8217;ardore \u00e8 avvertibile nell&#8217;intimo della propria anima proprio come un annuncio ed una realt\u00e0 di Pasqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>(Risposte preparate per Gianni Maritati &#8211; &nbsp;Pasqua &#8211; Messaggero di sant&#8217;Antonio)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=2207-chi-1995020-it&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" class=\"pdf\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rocca di Papa, 1 febbraio 1995 Che significato possono avere gli eventi luminosi e allo stesso tempo misteriosi della Pasqua per gli uomini e le donne del nostro tempo? 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