{"id":2439,"date":"2018-04-12T08:39:00","date_gmt":"2018-04-12T06:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=2439"},"modified":"2021-08-31T02:01:18","modified_gmt":"2021-08-31T00:01:18","slug":"il-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/archivio-scritti-it\/il-risorto\/","title":{"rendered":"Il Risorto"},"content":{"rendered":"<h3>14 novembre 2002<\/h3>\n<p class=\"intro\">L\u2019evento della resurrezione di Ges\u00f9 \u00e8 ripercorso da Chiara Lubich in questa conversazione telefonica alle comunit\u00e0 dei focolari nel mondo, da Castelgandolfo il 14 novembre 2002, con lo stupore e la gioia di chi vi si accosta con cuore e occhi nuovi. Ne scaturisce una forte esperienza di fede nella vita oltre la morte e nell\u2019Amore di Dio per ogni persona.<\/p>\n<p>\u00a0<a class=\"doclink\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=2264-chi-20021411-it&amp;category_slug=italiano-1&amp;Itemid=329\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Download audio<\/a><\/p>\n<p>Carissimi e carissime,<br \/>\neccoci al nuovo Collegamento del mese di novembre. Il pensiero attuale verte su un preciso particolare della vita cristiana. Ma, poich\u00e9 fanno parte del nostro Movimento fedeli di altre religioni del mondo o persone di culture diverse, desidero premettere un suggerimento e un consiglio proprio per loro.<\/p>\n<p>Come sapete, noi siamo tutti un&#8217;unica Opera, dove deve trionfare tra noi la &#8220;regola d&#8217;oro&#8221; presente nelle nostre Scritture (&#8220;Fai agli altri ci\u00f2 che vorresti fosse fatto a te&#8221; oppure &#8220;Non fare agli altri ci\u00f2 che \u00a0non vorresti fosse fatto a te&#8221;), regola che richiede di amarci, e, perci\u00f2, di conoscerci sempre meglio. Per questo approfittate tutti di quanto dir\u00f2 adesso. Si tratta di quella necessaria inculturazione senza la quale non \u00e8 possibile costruire brani di fratellanza universale, come, in altre occasioni, i cristiani, fra noi, faranno con voi.<\/p>\n<p>E passiamo, dunque, al pensiero. Si intitola: IL RISORTO.<br \/>\nL&#8217;ho gi\u00e0 comunicato a due gruppi di persone e, recentemente, all&#8217;Assemblea, ma desidero ripeterlo per quanti altri, collegati, non lo conoscono, sperando che sia di vantaggio spirituale per molti. Riporta un&#8217;idea, un&#8217;intuizione, forse una luce che ho ricevuto qualche tempo fa, una delle tante relativa, penso, al nostro carisma. E&#8217;, forse, una delle pi\u00f9 belle; senz&#8217;altro una di quelle che personalmente mi ha toccato di pi\u00f9. Si pu\u00f2 intitolare: &#8220;Conferma della fede.&#8221;<br \/>\nUna circostanza provvidenziale mi ha portato ad approfondire la realt\u00e0 di Ges\u00f9 che, dopo l&#8217;abbandono e la morte in croce, \u00e8 risorto.<br \/>\nNon solo: ho avuto l&#8217;occasione di meditare intensamente con la mente e con il cuore molti particolari della risurrezione di Ges\u00f9 e della sua vita dopo la risurrezione. E sono rimasta sbalordita (\u00e8 la parola esatta) dalla maestosit\u00e0, dalla grandiosit\u00e0 che da questo avvenimento divino emanava: dall&#8217;unicit\u00e0 del Risorto, da questo fatto soprannaturale che, per quanto so, \u00e8 unico al mondo.<br \/>\nPer cui non posso non soffermarmi questa volta a metterlo ancora in rilievo.<\/p>\n<p>La risurrezione di Ges\u00f9 \u00e8 ci\u00f2 che maggiormente caratterizza il cristianesimo, ci\u00f2 che distingue il suo Fondatore, Ges\u00f9. Il fatto che \u00e8 risorto. Risorto da morte! Ma non nella maniera di altri risorti, come Lazzaro ad esempio, che poi, a suo tempo, \u00e8 morto. Ges\u00f9 \u00e8 risorto per non morire mai pi\u00f9, per continuare a vivere, anche come uomo, in Paradiso, nel cuore della Trinit\u00e0. E l&#8217;hanno visto in 500 persone! E non era certo un fantasma. Era lui, proprio lui: &#8220;Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato&#8221; (Gv 20,27), ha detto a Tommaso.<br \/>\nEd ha mangiato con i suoi ed ha parlato ai suoi ed \u00e8 rimasto con loro ben 40 giorni&#8230; Aveva rinunciato alla sua infinita grandezza per amore nostro e s&#8217;era fatto piccolo, uomo fra gli uomini, come uno di noi, cos\u00ec piccoli che da un aereo non ci possono neppure vedere.<br \/>\nMa, poich\u00e9 \u00e8 risorto, ha rotto, ha superato ogni legge della natura, del cosmo intero, e s&#8217;\u00e8 mostrato, con questo, pi\u00f9 grande di tutto ci\u00f2 che \u00e8, di tutto ci\u00f2 che ha creato, di tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 pensare. Sicch\u00e9 anche noi, al solo intuire questa verit\u00e0, non possiamo non vederlo Dio, non possiamo non fare come Tommaso e, inginocchiati di fronte a Lui, adoranti, confessare e dirgli col cuore in mano: &#8220;Mio Signore e mio Dio&#8221;. Anche se non la sapr\u00f2 mai descrivere bene, \u00e8 questo l&#8217;effetto che ha fatto in me la luce del Risorto.<br \/>\nCertamente, lo sapevo; sicuramente lo credevo, e come! Ma qui l&#8217;ho come visto. Qui la mia fede \u00e8 diventata chiarezza, certezza, ragionevole, vorrei dire.<br \/>\nE ho visto con altri occhi quello che ha fatto in quei nuovi favolosi giorni terreni.<\/p>\n<p>Dopo la discesa dal Cielo di un angelo che ha ribaltato la pietra del suo sepolcro e lo ha annunciato, ecco il Risorto apparire per primo alla Maddalena, gi\u00e0 peccatrice, perch\u00e9 egli aveva preso carne per i peccatori. Eccolo sulla via di Emmaus, grande e immenso com&#8217;era, farsi il primo esegeta a spiegare ai due discepoli la Scrittura. Eccolo come fondatore della sua Chiesa, imporre le mani ai suoi discepoli, per dar loro lo Spirito Santo; eccolo dire straordinarie parole a Pietro, che ha posto a capo della sua Chiesa. Eccolo mandare i discepoli nel mondo ad annunziare il Vangelo, il nuovo Regno da lui fondato, in nome della Santissima Trinit\u00e0 da cui era disceso quaggi\u00f9 e che nell&#8217;ascensione seguente avrebbe raggiunto in anima e corpo. Tutte cose conosciute da me, ma ora nuove perch\u00e9 vere in assoluto per la fede e per la ragione.<\/p>\n<p>E perch\u00e9 Risorto, ecco anche le sue parole detteci in precedenza, prima della sua morte, acquistare una luminosit\u00e0 unica, esprimere verit\u00e0 incontrastabili. E prime fra tutte quelle in cui annuncia anche la nostra risurrezione.<br \/>\nLo sapevo e lo credevo perch\u00e9 sono cristiana. Ma ora sono doppiamente certa: risorger\u00f2, risorgeremo.<br \/>\nPotr\u00f2 dire allora ai miei molti, ai nostri molti amici partiti per l&#8217;Aldil\u00e0 e, forse, pensati da noi inconsciamente perduti, non tanto: addio, ma ARRIVEDERCI, ARRIVEDERCI per non lasciarci mai pi\u00f9. Perch\u00e9 fin qui arriva l&#8217;amore di Dio per noi.<br \/>\nNon so se ho espresso, almeno un po&#8217;, la grazia, la luce che ho ricevuto: una conferma della fede.<br \/>\nChe il Signore faccia in modo che l&#8217;abbia potuta comunicare a tutti voi che mi avete ascoltato, come conferma della vostra fede.<\/p>\n<p><a class=\"pdf\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;view=document&amp;alias=2217-chi-20021114-it-2&amp;category_slug=italiano&amp;Itemid=328\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">testo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 novembre 2002 L\u2019evento della resurrezione di Ges\u00f9 \u00e8 ripercorso da Chiara Lubich in questa conversazione telefonica alle comunit\u00e0 dei focolari nel mondo, da Castelgandolfo il 14 novembre 2002, con lo stupore e la gioia di chi vi si accosta con cuore e occhi nuovi. Ne scaturisce una forte esperienza di fede nella vita oltre la morte e nell\u2019Amore di Dio per ogni persona. \u00a0Download audio Carissimi e carissime, eccoci al nuovo Collegamento del mese di novembre. Il pensiero attuale verte su un preciso particolare della vita cristiana. Ma, poich\u00e9 fanno parte del nostro Movimento fedeli di altre religioni del mondo o persone di culture diverse, desidero premettere un suggerimento e un consiglio proprio per loro. Come sapete, noi siamo tutti un&#8217;unica Opera, dove deve trionfare tra noi la &#8220;regola d&#8217;oro&#8221; presente nelle nostre Scritture (&#8220;Fai agli altri ci\u00f2 che vorresti fosse fatto a te&#8221; oppure &#8220;Non fare agli altri ci\u00f2 che \u00a0non vorresti fosse fatto a te&#8221;), regola che richiede di amarci, e, perci\u00f2, di conoscerci sempre meglio. 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