{"id":271,"date":"2010-01-08T16:00:00","date_gmt":"2010-01-08T15:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=271"},"modified":"2021-08-31T02:01:48","modified_gmt":"2021-08-31T00:01:48","slug":"8-marzo-1990","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/archivio-scritti-it\/autografo-it\/8-marzo-1990\/","title":{"rendered":"8 marzo 1990"},"content":{"rendered":"<table border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img class=\"lazyload\" decoding=\"async\" alt=\"Chiara Lubich e Nikkyo Niwano\" style=\"margin-top: 5px; margin-right: 5px; margin-bottom: 5px; float: left;\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"images\/foto\/lubich_nivano.jpg\" \/><\/td>\n<td align=\"top\">\n<p>Benedetto XVI ha incentrato il suo <a class=\"external\" href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/messages\/peace\/documents\/hf_ben-xvi_mes_20091208_xliii-world-day-peace_it.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">messaggio per la Giornata Mondiale della Pace<\/a> di quest&#8217;anno sulla custodia del creato. Gli facciamo eco con una lettera tratta da uno scambio epistolare sull&#8217;argomento tra Chiara Lubich e Nikkyo Niwano, fondatore del Movimento Buddista Rissho Kosei-kai.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<div style=\"text-align: right;\">Rocca di Papa, 8 marzo 1990<\/div>\n<p>Gentile Signor Niwano,<\/p>\n<p>voglia gradire anzitutto l&#8217;augurio di un&#8217;ottima salute. Un cordiale saluto anche a tutti i membri della sua famiglia che ricordo con grande stima e ho presente nelle mie preghiere.<br \/>Spero che abbia avuto buone notizie della sua nipote Mitsuyo che \u00e8 ospite di una nostra famiglia a Parigi.<br \/>Dall&#8217;ottobre scorso, quando ho ricevuto la sua lettera, siamo stati molto occupati nel seguire quei grandi rivolgimenti nell&#8217;Est Europeo, che hanno avuto una notevole ripercussione, pensiamo, anche al di fuori dei confini del nostro continente.<\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote class=\"quotation\">\n<p>Non cessiamo di ringraziare Dio per quanto \u00e8 avvenuto e soprattutto per come \u00e8 avvenuto, e cio\u00e8, nella maggioranza dei casi, in modo pacifico e senza l&#8217;uso della violenza.<\/p>\n<p>Si parla molto, qui, della costruzione di una comune casa europea, ma siamo convinti che questa opera cos\u00ec necessaria non sar\u00e0 completa se non si penser\u00e0 ad essa come a un particolare di quel &#8220;villaggio globale&#8221; che \u00e8 la Terra in cui viviamo.<\/p>\n<p>Questo pensiero mi \u00e8 suggerito anche dalla preoccupazione espressa nella sua lettera per le condizioni precarie del nostro ambiente naturale. Lei mi scrive alla fine di un&#8217;estate eccezionalmente calda, ma la stessa cosa si pu\u00f2 dire anche alla fine di questo inverno il cui clima ha fatto pensare all&#8217;effetto serra.<br \/>Si stanno infatti moltiplicando le analisi allarmate di scienziati, politici, enti internazionali sul nostro ecosistema. Da pi\u00f9 parti si lanciano proposte per guarire il nostro mondo malato.<\/p>\n<p>Un autorevole messaggio \u00e8 stato quello di Giovanni Paolo II per la Giornata Mondiale della Pace, il 1\u00b0 gennaio del 1990, dedicato interamente al problema del degrado ambientale. Egli ha detto che &#8220;oggi la questione ecologica ha assunto tali dimensioni da coinvolgere la <strong>responsabilit\u00e0 di tutti<\/strong>&#8221; ed esige &#8220;sforzi concordati, al fine di stabilire i rispettivi doveri e impegni dei singoli, dei popoli, degli Stati e della comunit\u00e0 internazionale&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; urgente, dunque, prima che si arrivi troppo oltre, trovare la strada per uscire da questa crisi. Sono ben contenta, perci\u00f2, di poter scambiare le nostre opinioni sulle cause di questi mali e sui rimedi da applicare.<\/p>\n<p>Anche noi, nell&#8217;ambito del nostro Movimento, ci siamo sentiti tutti, giovani e adulti, investiti della responsabilit\u00e0 di studiare a fondo il problema e di assumere impegni concreti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo Convegno dei Giovani per un Mondo Unito, animato dal nostro Movimento Gen, \u00e8 stato affrontato a fondo il problema ecologico. I giovani sono particolarmente sensibili a questo argomento e sentono il bisogno di cambiamenti radicali nel rapporto con l&#8217;ambiente, nel rapporto fra individui e Stati, nell&#8217;uso delle acquisizioni scientifiche. Avvertono inoltre che la salvaguardia dell&#8217;ambiente e l&#8217;edificazione della pace sono possibili solo se praticati su scala planetaria. Essi sono convinti che per realizzare l&#8217;ideale di un mondo unito deve affermarsi il <strong>primato dell&#8217;uomo sulla scienza e sulla tecnologia<\/strong>. Tutto cio\u00e8 deve avere come misura il vero bene dell&#8217;uomo, considerato come un soggetto e non come un oggetto da sfruttare. Altrimenti il nostro processo economico si trasformerebbe &#8211; come \u00e8 stato detto &#8211; nella corsa sfrenata di un&#8217;automobile che ha perso il suo guidatore o che non ubbidisce pi\u00f9 ai suoi comandi.<\/p>\n<p>Lo sviluppo, diceva Paolo VI, deve essere &#8220;per tutto l&#8217;uomo e per tutti gli uomini&#8221;.<br \/>Queste parole ci portano al cuore del problema e ci indicano la strada da percorrere. Ma abbiamo bisogno di tutte le nostre risorse spirituali, di tutta la nostra fede nell&#8217;amore di Dio, di un grande rispetto per la vita di ogni essere creato e soprattutto di una nuova universale solidariet\u00e0 fra uomini e popoli, per dare al corso degli eventi una nuova direzione.<\/p>\n<p>Ci dicono i meteorologi che l&#8217;atmosfera terrestre \u00e8 cos\u00ec ben miscelata che anche un inquinamento locale e i suoi effetti si propagano su tutta la terra. Ma questo significa, fortunatamente, che anche un miglioramento locale dell&#8217;ambiente si pu\u00f2 estendere e dare i suoi benefici a tutto il nostro pianeta.<\/p>\n<p> Parlando a Basilea all&#8217;Assemblea Ecumenica Europea, Karl von Weizs\u00e4cker che, come lei scrive, ha incontrato a Tokyo in occasione del Premio Templeton, ha detto saggiamente: &#8220;Ci\u00f2 che conta non sono le nostre belle parole pronunciate, ma le azioni che, giorno dopo giorno, compiamo&#8221;.<\/p>\n<p>Ebbene, si tratta di dare il nostro contributo concreto, anche piccolo, alla soluzione dei grandi problemi. I nostri giovani l&#8217;hanno compreso e hanno intrapreso gi\u00e0 varie iniziative che esprimono una coscienza ecologica personale e collettiva, sotto molti aspetti, e cio\u00e8 nell&#8217;acquisto di quei prodotti che non hanno un impatto negativo sull&#8217;ambiente, nella raccolta dei rifiuti che inquinano l&#8217;ambiente e in tutte quelle scelte che nascono da un profondo rispetto della natura.<\/p>\n<p>E&#8217; cominciando dai piccoli problemi locali che si forma una coscienza morale in grado di affrontare i problemi su scala mondiale. L&#8217;ecologia, in fondo, rappresenta una sfida che si pu\u00f2 vincere solo cambiando mentalit\u00e0 e formando le coscienze.<br \/>E&#8217; ormai dimostrato da molti seri studi scientifici che non mancherebbero n\u00e9 le risorse tecniche n\u00e9 quelle economiche per migliorare l&#8217;ambiente. Ci\u00f2 che invece manca \u00e8 quel supplemento d&#8217;anima, quel nuovo amore per l&#8217;uomo, che ci fa sentire responsabili tutti verso tutti, nello sforzo comune di gestire le risorse della terra in modo intelligente, giusto, misurato. Non dimentichiamo che Dio creatore ha affidato la terra a tutti gli uomini e non a un <strong>solo<\/strong> popolo o a un <strong>solo<\/strong> gruppo di persone.<\/p>\n<p>Questa della distribuzione dei beni nel mondo, dell&#8217;aiuto alle popolazioni pi\u00f9 povere, della solidariet\u00e0 del Nord per il Sud, dei ricchi per i poveri \u00e8<strong> l&#8217;altra faccia del problema ecologico<\/strong>.<\/p>\n<p>Se le immense risorse economiche destinate alle industrie belliche e ad una super produzione che richiede sempre pi\u00f9 dei super-consumatori, senza parlare dello spreco dei beni nei Paesi ricchi, se queste enormi risorse servissero almeno in parte ad aiutare il terzo mondo a trovare una sua dignitosa via di sviluppo, come sarebbe pi\u00f9 respirabile il clima, quante foreste si potrebbero risparmiare, quante zone sarebbero sottratte alla desertificazione e quante vite umane si salverebbero! E pensare che la Commissione per l&#8217;Ambiente e lo Sviluppo dell&#8217;ONU (Rapporto Brundtland) ha dimostrato che si pu\u00f2 ridurre del 50% il consumo pro capite di energia nel terzo mondo, senza conseguenze negative per lo sviluppo e anzi con grandi vantaggi per la salvaguardia dell&#8217;ambiente, oltre che per il livello di vita di quei popoli che il sistema attuale rende sempre pi\u00f9 poveri, mentre i ricchi diventano sempre pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>Eppure, senza una nuova coscienza di solidariet\u00e0 universale non si far\u00e0 mai un passo avanti. Ma questa nuova coscienza solo la religione pu\u00f2 darla. Ecco, infatti, il compito della religione: illuminare gli uomini sulle vere cause e i veri rimedi dei grandi mali. La Bibbia, con il suo racconto della creazione, ci insegna che solo nell&#8217;armonia col piano di Dio la natura e l&#8217;uomo trovano l&#8217;ordine e la pace. Se l&#8217;uomo non \u00e8 in pace con Dio, la terra stessa non \u00e8 in pace. Le persone religiose avvertono la &#8220;sofferenza&#8221; della terra quando l&#8217;uomo non l&#8217;ha usata secondo il piano di Dio, ma solo per egoismo, per un desiderio insaziabile di possesso.<\/p>\n<p>E&#8217; questo egoismo e questo desiderio che contaminano l&#8217;ambiente ancor pi\u00f9 e prima di qualsiasi altro inquinamento, che ne \u00e8 solo la conseguenza.<\/p>\n<p>Parlando ai Gen lo scorso anno dicevo loro che \u00e8 come se gli uomini, in questi ultimi decenni, avessero camminato con delle grandi scarpe dentro il fango, facendolo schizzare dappertutto: nell&#8217;atmosfera, nelle acque dei fiumi e del mare, sono stati rovinati gli alberi, degradate molte cose, ammorbato l&#8217;aria&#8230; Eppure sono state fatte molte scoperte, \u00e8 avvenuto un grande sviluppo tecnico. Ma al bene si \u00e8 mescolato il male, perch\u00e9 non ci si \u00e8 mossi sotto lo sguardo di Dio, non lo si \u00e8 ascoltato. Adesso tali conseguenze disastrose costringono a vedere la realt\u00e0 <strong>tutti insieme<\/strong> nella prospettiva di un mondo unito: se non si affronta questo problema <strong>tutti insieme<\/strong>, non lo si risolver\u00e0.<\/p>\n<p>Ma, grazie a Dio, ci\u00f2 che sta accadendo nel mondo oggi, porta con s\u00e9 germi di speranza. Stanno cadendo barriere fisiche, geografiche, ideologiche e si creano le condizioni per avvicinare fra loro gli uomini e i popoli. Ma bisogna ricordarsi di Dio e seguire la sua volont\u00e0 che \u00e8 quella di fare di tutti una grande famiglia. Bisogna guardare la natura con occhi nuovi. Lei ha descritto molto bene, nel suo libro su Shakyamuni Buddha, quello sguardo illuminato che fa apparire trasfigurati e completamente trasformati tutti gli esseri viventi. Similmente, noi cristiani diciamo che proprio attraverso lo splendore abbagliante della natura possiamo risalire a Colui che ne \u00e8 l&#8217;Autore: Dio, il re dell&#8217;universo, il Signore delle galassie, l&#8217;infinito. Ed Egli \u00e8 presente ovunque; \u00e8 sotto lo scintillio di un ruscello, nello schiudersi di un fiore, in un&#8217;alba chiara, in un rosso tramonto&#8230;<br \/>Questo \u00e8 dunque un altro grande compito della religione: educare al rispetto della natura, portando gli uomini ad aprire gli occhi sulla presenza di Dio sotto la trama delle cose visibili e a far sbocciare nei cuori l&#8217;amore per Lui nella sua immensit\u00e0, nella sua bellezza, nel suo splendore.<\/p>\n<p>Se si scopre che tutto il creato \u00e8 dono di un Padre che ci vuol bene, sar\u00e0 molto pi\u00f9 facile trovare un rapporto armonioso con la natura.<\/p>\n<p>E se si scopre anche che questo dono \u00e8 per tutti i membri della famiglia umana, e non solo per alcuni, si porr\u00e0 pi\u00f9 attenzione e rispetto per qualcosa che appartiene all&#8217;umanit\u00e0 intera presente e futura.<\/p>\n<p>Come vede, Signor Niwano, anch&#8217;io penso che ci sono nelle nostre religioni le medicine per curare questo mondo malato e riportarlo alla salute, all&#8217;armonia, alla pace. Sono certa che i nostri sforzi vanno nella stessa direzione, e che sia utile perci\u00f2 comunicarci idee, proposte e realizzazioni concrete. Sar\u00e0 un contributo a fare del nostro mondo una casa degna dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p><img class=\"lazyload\" decoding=\"async\" src=\"data:image\/gif;base64,R0lGODlhAQABAAAAACH5BAEKAAEALAAAAAABAAEAAAICTAEAOw==\" data-orig-src=\"images\/scritti\/19900308-lettera-p.gif\" alt=\"Stia certo del mio ricordo assieme a tutta la sua Famiglia Dev.ma Chiara Lubich\" style=\"margin: 5px; float: right;\" border=\"0\" \/><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a class=\"pdf\" target=\"_blank\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=155\" rel=\"noopener noreferrer\">trascrizione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Benedetto XVI ha incentrato il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest&#8217;anno sulla custodia del creato. Gli facciamo eco con una lettera tratta da uno scambio epistolare sull&#8217;argomento tra Chiara Lubich e Nikkyo Niwano, fondatore del Movimento Buddista Rissho Kosei-kai. Rocca di Papa, 8 marzo 1990 Gentile Signor Niwano, voglia gradire anzitutto l&#8217;augurio di un&#8217;ottima salute. Un cordiale saluto anche a tutti i membri della sua famiglia che ricordo con grande stima e ho presente nelle mie preghiere.Spero che abbia avuto buone notizie della sua nipote Mitsuyo che \u00e8 ospite di una nostra famiglia a Parigi.Dall&#8217;ottobre scorso, quando ho ricevuto la sua lettera, siamo stati molto occupati nel seguire quei grandi rivolgimenti nell&#8217;Est Europeo, che hanno avuto una notevole ripercussione, pensiamo, anche al di fuori dei confini del nostro continente. Non cessiamo di ringraziare Dio per quanto \u00e8 avvenuto e soprattutto per come \u00e8 avvenuto, e cio\u00e8, nella maggioranza dei casi, in modo pacifico e senza l&#8217;uso della violenza. Si parla molto, qui, della costruzione di una comune [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3950,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[506,50,1922],"tags":[1402],"tag_documenti":[2414],"tag_documenti_traduzioni":[2417],"class_list":["post-271","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-scritti-it","category-autografo-it","category-documenti","tag-1402","tag_documenti-scritto","tag_documenti_traduzioni-italiano"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=271"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=271"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=271"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=271"},{"taxonomy":"tag_documenti","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tag_documenti?post=271"},{"taxonomy":"tag_documenti_traduzioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tag_documenti_traduzioni?post=271"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}