{"id":391,"date":"2012-02-06T08:00:00","date_gmt":"2012-02-06T07:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/webdev.flars.net\/WORDPRESS\/?p=391"},"modified":"2021-08-31T02:02:09","modified_gmt":"2021-08-31T00:02:09","slug":"riflessioni-dopo-i-voli-spaziali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/chiaralubich.org\/en\/non-categorizzato\/riflessioni-dopo-i-voli-spaziali\/","title":{"rendered":"Riflessioni dopo i voli spaziali"},"content":{"rendered":"<p><em>Lo scritto qui riportato \u00e8 stato pubblicato come Editoriale nel periodico Citt\u00e0 Nuova del 10 maggio 1970, pochi mesi dopo lo straordinario e sbalorditivo sbarco sulla luna di tre astronauti nel luglio 1969.<br \/>Nella visione del mondo propria di Chiara Lubich centrata sull&#8217;unit\u00e0, scienza e fede si richiamano a vicenda: la scienza \u00e8 una via per andare a Dio, mentre la fede pu\u00f2 e deve dare un contributo alla scienza.<br \/>Scrivendo nel contesto ecclesiale non facile che \u00e8 seguito al Concilio Vaticano II, Chiara parte dall&#8217;esperienza degli astronauti per introdurci in una comprensione umano-divina della Chiesa e della sua struttura.<\/em><\/p>\n<h1>Roma, 10 maggio 1970<\/h1>\n<p>Non \u00e8 vero che la scienza e la fede camminino ognuna per proprio conto. La fede illumina la scienza e la scienza pu\u00f2 essere di aiuto alla fede.<br \/>L\u2019una e l\u2019altra infatti hanno un unico oggetto: la verit\u00e0, che per l\u2019una pu\u00f2 essere pi\u00f9 quella trascendente ed invisibile, che regge tutto il creato; per l\u2019altra quella visibile, che non esaurisce perfettamente il suo compito se non scopre la causa del tutto.<\/p>\n<p>La scienza \u2013 \u00e8 stato affermato, poco dopo la prima avventura degli astronauti <sup>19<\/sup> \u2013, sta assumendo tali sbalorditivi sviluppi e dona all\u2019uomo s\u00ec straordinarie possibilit\u00e0, che pu\u00f2 diventare un feticcio, di fronte al quale c\u2019\u00e8 chi adora e chi si spaventa. Ma occorre \u2013 come ancora \u00e8 stato sottolineato \u2013 rimettere la scienza, pur eccelsa ed ammirabile, al suo giusto posto, e vederla oltre tutto frutto della fatica di poveri uomini, che possono indovinare e anche sbagliare.<\/p>\n<p>Essa infatti pu\u00f2 essere paragonata al sole raccolto in una lente: ben altro invero \u00e8 il sole nella lente e il sole nella realt\u00e0. La lente \u00e8 per\u00f2 uno specchio vivo del sole.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019intelligenza umana. Essa accoglie in s\u00e9, in numero sempre maggiore, le leggi disseminate nel creato, pu\u00f2 in certo modo raccogliere il creato. Ma ben altro \u00e8 ci\u00f2 che del creato il pensiero ritiene e riflette e ci\u00f2 che il creato \u00e8.<\/p>\n<p>Comunque, le leggi del creato sono qualcosa di oggettivo e perci\u00f2 di vero. E il vero richiama la verit\u00e0 assoluta di Dio.<\/p>\n<p>Alla \u00abPontificia Accademia delle Scienze\u00bb il Papa ha detto che Dio vuol essere cercato e trovato anche attraverso la via della scienza, pur rimanendo l\u2019autonomia del sapere umano e della fede.<br \/>Se si pensa per\u00f2 che l\u2019uomo \u00e8 una sintesi del cosmo ed \u00e8 stato definito in passato microcosmo, e se si medita il fatto che Dio, la Verit\u00e0 assoluta, si \u00e8 fatto uomo in Cristo, Uomo-Dio, fede e scienza si sposano. \u00c8 anche per questo, credo, che il Concilio Vaticano II non ha avuto dubbi ad affermare che fede e scienza possono esser integrate nell\u2019unit\u00e0 dello spirito umano.<\/p>\n<p>Noi siamo convinti infatti che se la esplorazione del creato cammina di pari passo con lo studio di Cristo, la scienza avr\u00e0 impensate illuminazioni e la fede di riflesso potr\u00e0 trovare, nell\u2019universo, continuamente riscoperto, sempre crescenti comprensioni del mistero. Il fatto \u00e8 che, se noi potessimo vedere oltre il velo del creato, troveremmo Colui che sostiene tutto ci\u00f2 che vediamo e lo ordina e lo muove. E vedremmo tale aderenza, tale vicinanza, tale unit\u00e0, pur nella distinzione tra creato e Increato, da rimanerne sbalorditi.<\/p>\n<p>I mistici hanno avuto, non di rado, delle intuizioni o visioni intellettuali di ci\u00f2 che noi, uomini normali, non possiamo vedere.<\/p>\n<p>Essi, pi\u00f9 forte di ci\u00f2 che l\u2019occhio osserva distinto e separato: il fiore, il cielo, la sorgente, il sole, la luna, il mare, la notte, il giorno, hanno veduto una Luce amorosa che tutto regge e tutto collega, come se il creato fosse un unico canto d\u2019amore; come se pietre e neve, prati e stelle fossero nel loro pi\u00f9 profondo essere cos\u00ec fusi con Essa e fra loro da risultare l\u2019uno creato in dono all\u2019altro, gli uni quasi innamorati degli altri.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il caso, si pu\u00f2 pensare, della mente infiammata d\u2019amore di Francesco d\u2019Assisi e la pi\u00f9 profonda causa del Cantico delle creature scaturito dal suo cuore.<\/p>\n<p>Quand\u2019egli chiama fratello il sole e sorella l\u2019acqua<sup>20<\/sup>, non dice tanto qualcosa di poetico o sentimentale, ma afferma una verit\u00e0 da lui intuita, che pu\u00f2 dare perci\u00f2 un contributo alla scienza: coglie l\u2019unit\u00e0 esistente in tutto l\u2019universo.<br \/>E scoprendo il Creatore di tutte le cose, che \u00e8 padre di ognuna, anche se in maniera diversa, le vede tutte imparentate fra loro.<\/p>\n<p>Ma anche scienziati pieni di fede hanno contribuito ad una maggior comprensione della Rivelazione. Esempio tipico rimane Galileo Galilei. Le sue scoperte gettano luce sul fatto che la Scrittura, nelle cose scientifiche, non va interpretata cos\u00ec come \u00e8 letteralmente espressa. Essa doveva essere necessariamente comprensibile alle persone del tempo nel quale \u00e8 stata scritta.<br \/>Nei periodi aurei del pensiero cattolico la teologia e la scienza erano strettamente congiunte, ma non di rado si correva il pericolo che la teologia limitasse la libert\u00e0 scientifica. Per questi motivi anche la scienza, di fronte ad una teologia non aperta all\u2019umanesimo cristiano, s\u2019\u00e8 trovata in contrasto ed \u00e8 andata per una via sua.<br \/>Ora speriamo stia aprendosi un\u2019epoca in cui filosofia, teologia e scienza vadano convergendo.<br \/>Ce lo auguriamo di tutto cuore: ne guadagnerebbe la gloria di Dio ed anche quella degli uomini.<br \/>Maritain scrive appunto: \u00abIl problema dell\u2019et\u00e0 in cui entriamo sar\u00e0 quello di riconciliare scienza e saggezza \u2026 in una unit\u00e0 distinta\u00bb<sup>21<\/sup>.<\/p>\n<p>Per ora la scienza stessa di oggi, con le recenti imprese dei voli spaziali, ci pu\u00f2 illuminare su qualcosa riguardante il campo della teologia. Essa, soprattutto nel suo contenuto umano, ci pu\u00f2 far meditare su misteri della Chiesa venuti in particolare rilievo ai nostri tempi.<\/p>\n<p>Gli astronauti, andando verso la luna ed anche per il felice rientro, hanno dovuto osservare scrupolosamente vari accorgimenti, rimanere in particolari atteggiamenti.<\/p>\n<p>Due vengono subito in rilievo anche all\u2019uomo pi\u00f9 profano: l\u2019esigenza d\u2019un grandissimo affiatamento fra di loro, ed una perfetta aderenza, obbedienza, dipendenza, unit\u00e0 con la base sulla terra, dove scienziati e tecnici sono pronti ad offrire e nel dovere di dare ci\u00f2 che gli astronauti non hanno e non sanno.<\/p>\n<p>Uno dei pi\u00f9 bei frutti del Concilio Vaticano II, che ha voluto studiare il vero volto della Chiesa, \u00e8 stato quello di mostrarcela non solo nella sua perfetta unit\u00e0, ma nella sua variet\u00e0.<br \/>L\u2019aver autorizzato e incoraggiato il giusto pluralismo \u00e8 segno di maturit\u00e0 e fa prevedere approfondimenti impensati, che metteranno in luce le bellezze uniche che ogni Chiesa locale nasconde.<br \/>La variet\u00e0 naturalmente \u00e8 possibile soltanto nell\u2019unit\u00e0, come in Dio la Trinit\u00e0 sussiste nell\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ora Cristo, perch\u00e9 le Chiese locali possano il pi\u00f9 efficacemente possibile adempiere il proprio ruolo nella Chiesa universale, per il bene dell\u2019umanit\u00e0, richiede loro un duplice atteggiamento.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 l\u2019unit\u00e0, la comunione, l\u2019affiatamento soprannaturale e umano fra membri della stessa Chiesa locale.<\/p>\n<p>In un discorso alla Conferenza Episcopale Italiana, il Papa, augurandosi che il laicato cattolico sia oggi come Dio lo vuole, diceva: \u00abAllora la Chiesa vedr\u00e0 tempi nuovi; vedr\u00e0 se stessa modellata sulla primitiva tradizione cristiana\u2026 vedr\u00e0 la sua compagine fortificarsi nella concordia fraterna e nella carit\u00e0 operosa: vedr\u00e0 la sua irradiazione nel mondo diventare pi\u00f9 larga e pi\u00f9 benefica\u00bb<sup>22<\/sup>.<br \/>Insomma, il Papa prevede un ritorno alla testimonianza del \u00abcuor solo e anima sola\u00bb data dai primi cristiani.<\/p>\n<p>Il secondo atteggiamento che le Chiese locali debbono avere \u00e8 l\u2019unit\u00e0 con la base: Pietro.<\/p>\n<p>In questo tempo, in cui \u00e8 venuta in rilievo la verit\u00e0 e la portata della collegialit\u00e0, non si pu\u00f2 dimenticare che ad una sola persona Ges\u00f9 ha detto: \u00abTu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa\u00bb<sup>24<\/sup>. Il Papa \u00e8 infatti \u00abvisibile principio e fondamento dell\u2019unit\u00e0 sia dei vescovi, sia della moltitudine dei fedeli\u00bb<sup>25<\/sup>.<\/p>\n<p>Se per volare negli spazi, e non compromettere l\u2019impresa, \u00e8 necessario stare in un preciso corridoio determinato dalla base, perch\u00e9 le Chiese possano portare le anime nel Regno dei Cieli, debbono rimanere nella strada segnata da Cristo: l\u2019unit\u00e0 col Papa. Le Chiese locali non possono esimersi dal chiedere umilmente al successore di Pietro \u2013 cos\u00ec come l\u2019astronauta faceva alla base di Houston \u2013: \u00abCome andiamo?\u00bb. Ed \u00e8 il Papa che ha il carisma di dire se sono o no sulla retta via.<\/p>\n<p>Questo duplice atteggiamento di profonda unione fra i membri e con Roma, fa s\u00ec che, per il mistero del Corpo mistico, congegnato a mo\u2019 della santissima Trinit\u00e0, in ogni luogo ove c\u2019\u00e8 una Chiesa, l\u00ec ci sia la Chiesa.<\/p>\n<p>Ora, se questo vale per le Chiese istituite da Cristo sul fondamento degli Apostoli, tanto pi\u00f9 \u00e8 d\u2019obbligo per ogni gruppo spontaneo o movimento, che \u00e8 sorto o sorger\u00e0 tra i fedeli.<br \/>Se cos\u00ec sar\u00e0, immersi in una fiorente generale primavera, osserveremo che anche nel pi\u00f9 piccolo angolo abitato da cristiani sar\u00e0 vero ci\u00f2 che ha detto san Bonaventura: \u00abDove due o tre sono uniti nel nome di Cristo, l\u00ec \u00e8 la Chiesa\u00bb&nbsp;<sup>26<\/sup>.<\/p>\n<p><em>Chiara Lubich<\/em><\/p>\n<p class=\"nota\">(da scritti spirituali\/2 &#8211; Citt\u00e0 Nuova, 10 maggio 1970)<\/p>\n<p><a class=\"pdf\" target=\"_blank\" href=\"index.php?option=com_docman&amp;task=doc_download&amp;gid=654\" rel=\"noopener noreferrer\">Trascrizione<\/a><\/p>\n<p>__________________<\/p>\n<p class=\"nota\"><sup>19<\/sup>&nbsp; Il 21\/7\/1969 i due americani Armstrong e Aldrin sbarcarono sulla Luna, nel \u00abMare della tranquillit\u00e0\u00bb.<br \/><sup>20<\/sup>&nbsp; Cf. S. Francesco d\u2019Assisi, Il cantico delle creature, in Fonti Francescane, I, Assisi 1977, p. 178.<br \/><sup>21<\/sup>&nbsp; Cf. J. Maritain, Scienza e saggezza, Torino 1964, p. 79.<br \/><sup>22<\/sup>&nbsp; Insegnamenti di Paolo VI, VIII, 1970, p. 300.<br \/><sup>23<\/sup>&nbsp; Cf. At 4, 32.<br \/><sup>24<\/sup>&nbsp; Mt 16, 18.<br \/><sup>25<\/sup>&nbsp; Lumen gentium, 23.<br \/><sup>26<\/sup>&nbsp; Cf. S. Bonaventura, Coll. in Hex., I, 5, Firenze 1934, p. 2. Cf. anche Tertulliano, De exhort., cast., 7: PL 2, 971.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scritto qui riportato \u00e8 stato pubblicato come Editoriale nel periodico Citt\u00e0 Nuova del 10 maggio 1970, pochi mesi dopo lo straordinario e sbalorditivo sbarco sulla luna di tre astronauti nel luglio 1969.Nella visione del mondo propria di Chiara Lubich centrata sull&#8217;unit\u00e0, scienza e fede si richiamano a vicenda: la scienza \u00e8 una via per andare a Dio, mentre la fede pu\u00f2 e deve dare un contributo alla scienza.Scrivendo nel contesto ecclesiale non facile che \u00e8 seguito al Concilio Vaticano II, Chiara parte dall&#8217;esperienza degli astronauti per introdurci in una comprensione umano-divina della Chiesa e della sua struttura. Roma, 10 maggio 1970 Non \u00e8 vero che la scienza e la fede camminino ognuna per proprio conto. 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