Parola di Vita luglio 1985

Commento alla Parola di Vita del luglio 1985: «Vi esorto dunque io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace» (Ef 4,1-3). Il testo è pubblicato in Parole di Vita, a cura di Fabio Ciardi, (Opere di Chiara Lubich 5), Città Nuova, Roma, 2017, p. 327. Concludendo la sua riflessione, Chiara va al cuore del suo tipico carisma: l'unità. Essa, afferma, "porta con sé la presenza di Cristo stesso in mezzo agli uomini. E con lui e per lui le cose impossibili diventano possibili. La vita si trasforma in un'avventura umano-divina. Tutto acquista senso. Non c'è che da augurarsi che il cristiano non baratti questa sua fortuna con nessun'altra cosa al mondo E ciò per il bene suo e per quello di molti, molti.

2026-01-14T18:00:27+01:0014 January 2026|

An experience of unity for those who love the Eucharist

Talk published in Città Nuova Magazine, 10 October 1977, pp. 19-22, entitled: "Un'esperienza d'unità che ha al cuore l'Eucaristia". Chiara Lubich's talk was published in the series: "Opere di Chiara Lubich, Discorsi in ambito civile ed ecclesiale", by Vera Araujo, Città Nuova Magazine, 2020, pp. 631-641.

2025-11-15T18:17:18+01:0014 November 2025|

Verso l’Unità delle Nazioni e l’Unità dei Popoli

28 maggio 1997. Chiara Lubich interviene nella sede delle Nazioni Unite, esortando a divenire tutti costruttori di pace e testimoni di unità, a partire dal proprio ambiente di vita fino alle istituzioni globali come le Nazioni Unite, per promuovere l'unità e la fraternità. "La pace, come testimoniano anche le finalità e l'azione delle Nazioni Unite, ha nomi nuovi e richiede - afferma Chiara - in primo luogo uno sforzo che l'ONU, con il vostro speciale apporto e il contributo di tutti, può sostenere: superare la categoria del nemico, di qualsiasi nemico. Escludere la guerra non basta, vanno create le condizioni perché ogni popolo senta di poter amare la patria altrui come la propria, in un reciproco e disinteressato scambio di doni".

2025-10-24T11:05:47+02:0024 October 2025|

Gettare sul Padre ogni nostra preoccupazione

Nel 1987 Chiara Lubich, in una conversazione telefonica, invita a "gettare" nel Padre ogni preoccupazione. Riconosce che "non sempre è facile credere e credere all’amore di Dio. Ma noi dobbiamo sforzarci di farlo in tutti i casi, anche nei più ingarbugliati. Assisteremo anche ora all’intervento di Dio volta per volta. Egli non ci abbandonerà, ma avrà cura di noi", e dedica questo pensiero in modo particolare a quanti vivono situazioni difficili. Il testo integrale è pubblicato in C. Lubich, Conversazioni, Roma 2019, pp. 278-280.

2025-10-14T10:46:37+02:0014 October 2025|

Con Chiara d’Assisi, l’arte del levare

L’11 agosto, festa liturgica di Santa Chiara d’Assisi, rappresenta fin dagli albori del Movimento fondato da Chiara Lubich un momento di gioiosa riflessione spirituale. Chiara, ispirandosi alla santa di Assisi per la sua radicalità evangelica, invitava ogni anno a scoprire, attraverso la luce del carisma dell’unità, un aspetto profondo della sua vita. La ricorrenza dell’agosto 1990 diventa occasione di ringraziamento per le grazie ricevute e di incoraggiamento a crescere nell’amore e nella rinuncia, tracciando un cammino di santità segnato dall’“arte del levare”: togliere da sé ciò che ostacola la nascita di Cristo in noi.

2025-08-11T06:42:08+02:0011 August 2025|

Diario, 17 aprile 1970

Il 16 luglio 1949, nella chiesa di Fiera di Primiero, Chiara Lubich e Igino Giordani strinsero un patto, il cosiddetto patto di unità, sigillato in Gesù Eucaristia, che aprì a Chiara un periodo di particolari illuminazioni, ricordato poi come Paradiso ’49. Nei giorni successivi il patto coinvolse anche le sue prime compagne, divenendo in seguito un’esperienza comune e fondante per gli appartenenti al Movimento dei Focolari. A più di vent’anni di distanza, in una pagina del suo diario datata 16 aprile 1970, Chiara riconosce in quel patto un evento costitutivo per l’Opera da lei fondata, che richiama ciascuno all’impegno imprescindibile dell’amore reciproco alla base di ogni azione. Alla base della nostra Opera sta il progetto: è il Paradiso ’49 del quale ciò che vale è il patto, fatto e rinnovato sempre e mantenuto, d’esser un’anima sola, d’esser, nell’Anima di Cristo fra noi, l’Anima. Con ciò alla base di ogni nostra azione tutto acquista ampiezza e respiro non dico universale (è piccolo l’universo di fronte al cielo), ma celeste e quindi infinito.

2025-07-16T21:26:17+02:0016 July 2025|
Go to Top