1991-2026: 35 anni di Economia di Comunione
Ricorre quest’anno il trentacinquesimo anno dalla proposta di Chiara Lubich per un’Economia di Comunione. “Mettendo in atto atteggiamenti, che si ispirano alla nostra spiritualità – così Chiara Lubich in occasione del conferimento del dottorato honoris causa in Economia -, viene proposta agli imprenditori una nuova linea di conduzione dell’impresa. Si richiede di rimettere al centro l’uomo ed i rapporti interpersonali, evitando comportamenti contrari all’amore evangelico. Si domanda la valorizzazione dei dipendenti attraverso il loro coinvolgimento nella gestione. Inoltre nella gestione va rispettata l’etica nei rapporti con i clienti, i fornitori, la pubblica amministrazione, quindi la legalità; va riservata attenzione all’ambiente di lavoro ed al rispetto della natura; va favorita la collaborazione con altre realtà aziendali e sociali, ecc.”
L’Opera di Chiara Lubich è animata da una tipica spinta spirituale di carattere comunitario che, a partire dal rinnovamento delle relazioni interpersonali, ha in sé un “codice” per “trasformare il sociale, lo investe tutto, dal mondo dell’economia e del lavoro a quello della politica, della giustizia, della sanità, della scuola, delle comunicazioni sociali, dell’arte, ecc.” Nel 1991 prende avvio quella che può essere intesa come un’attualizzazione della comunione dei beni vissuta dalle prime comunità cristiane e sperimentata anche, negli anni nascenti del Movimento dei Focolari, dalla prima comunità di Trento. Le disparità economiche che Chiara vede, vive e sperimenta durante un suo viaggio in Brasile nel 1991 suscitano in lei questa idea:
“Pur non essendo edotta in problemi economici, ho pensato che per trovare nuove risorse si sarebbe dovuto far nascere delle aziende, delle imprese. La loro gestione doveva essere affidata a persone competenti, in grado di farle funzionare efficacemente e ricavarne degli utili. Questi—e qui sta la novità—dovevano essere messi in comune.
E ciò in parte per gli stessi scopi della prima comunità cristiana: per aiutare coloro che sono nel bisogno e dar loro da vivere, finché abbiano trovato un posto di lavoro. Una parte, certo, per incrementare l’azienda. E, infine, un’altra parte degli utili per sviluppare strutture di formazione per ‘uomini nuovi’, animati dall’amore cristiano, garanzia di una ” cultura del dare“[1].
Tutto questo esige un processo continuo di formazione delle persone.
In America Latina, dal 25 al 30 maggio 2026, potremo partecipare ad “Un percorso di rigenerazione”, condividendo con diverse comunità locali, esperienze di prossimità nell’impegno della mente, del cuore e delle mani.
L’evento culminerà a Buenos Aires il 30 maggio 2026:
https://www.edc-online.org/it/argentina-2026
Leggi l’articolo:
https://www.focolare.org/35-anni-di-economia-di-comunione-edc-nel-maggio-2026-un-evento-globale-in-america-latina/
redazioneweb@centrochiaralubich.org
[1] Le citazioni sono tratte dalla Lezione per il dottorato honoris causa in “Economia”, tenuta da Chiara Lubich a Recife (Brasile), il 9 maggio 1998. In Dottorati honoris causa conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova, 2016, pp. 248-258.

