«Esiste una vera vocazione alla politica. È una chiamata personale che emerge dalle circostanze e parla attraverso la coscienza. Chi crede vi avverte, con chiarezza, la voce di Dio che gli assegna un compito. Ma anche chi non crede si sente chiamato ad essa dall’esistenza di un bisogno sociale, da una categoria debole che chiede aiuto, da un diritto umano violato, dal desiderio di compiere il bene per la propria città o per la propria nazione.[1]

Se ogni aspetto della vita può essere vissuto come espressione d’amore, espressione di un particolare colore in cui si rifrange la luce bianca della Sapienza che, attraversando un prisma, si distingue nei sette colori dell’iride, vi è uno sfondo che può mettere in risalto ogni particolare aspetto, come “amore degli amori”.

Il contributo particolare del carisma dell’unità attribuisce all’impegno politico «il ruolo dello stelo che sostiene il fiore delle iniziative personali dai o insieme ai cittadini; e diventa vero servizio, unificando verso il bene comune gli sforzi di tutti». [2]

Nel servizio, sia a livello nazionale che internazionale, amministrativo, a livello territoriale, cittadino o di quartiere, «Pur rimanendo fedele alle proprie autentiche idealità, il politico dell’unità ama non solo i propri, ma anche gli altri politici, vive in comunione con tutti. Fa questo nei Parlamenti nazionali e regionali, nei Consigli comunali, nei partiti, nei diversi gruppi di iniziativa civica e politica. E l’unità così vissuta è portata come fermento anche tra i partiti stessi, nelle istituzioni, in ogni ambito della vita pubblica, nei rapporti fra gli Stati». [3]

L’unità, vissuta in tutti gli ambiti a partire dai rapporti più prossimi, è spesso stata declinata da Chiara Lubich con il termine fraternità: «la fraternità, se è necessaria dovunque, non può non esserlo nella politica. Perciò anche i politici, come tutti, sono chiamati ad impegnarsi a metterla in pratica ed a sentirsi fratelli fra loro, prima della stessa passione per il proprio partito, prima delle scelte che distinguono le diverse opzioni. L’amore fraterno unisce, dona luce sulle decisioni da prendere e rende più atti a raggiungere il fine della politica stessa: il bene comune.

[…] Uno degli effetti che la fraternità può produrre nella città è la vera libertà. […] La fraternità, inoltre, può realizzare nella città l’effettiva uguaglianza, che consiste nel creare le condizioni perché ciascun cittadino, famiglia, associazione, azienda, scuola, possa esprimere la propria personalità e realizzare la propria vocazione, dando il meglio di sé». [4]

L’orizzonte dell’impegno politico, nel pensiero di Chiara Lubich, può essere ampliato oltre alla dimensione istituzionale a livello territoriale, nazionale e internazionale, in una dinamica relazionale tra eletti ed elettori, espressione dell’esigenza (e della possibilità) dei cittadini di partecipare alla vita sociale e politica, in cui, nessuno escluso, tutti sono partecipi. «La signora Lubich esprime con intensità la portata dei suoi intenti – afferma la prof.ssa Alicia Camilloni, nella Laudatio per il conferimento del Dottorato in Dialogo con la Cultura Contemporanea a Chiara Lubich – La sua parola, che dice rispetto per i diritti umani attraverso una costante difesa della dignità delle donne e degli uomini dinanzi ai molteplici oltraggi che ricevono in questo mondo, mondo che lei cerca di rendere migliore, invita all’adesione di tutti coloro che, come noi, nutrono la speranza che si stabilisca nel mondo una forma di vita basata su un’etica solidale e che tutti altresì assumano le proprie responsabilità di fronte ai poveri e agli indifesi del pianeta. Un oltraggio, una negazione essenziale dell’esistenza umana che mostra che la libertà vera deve essere di tutti, altrimenti non è di nessuno. […] Come straordinario esempio di un umanesimo profetico ed emancipatore, in cui si integrano pensiero, sentimento e azione, la signora Lubich riceve il nostro più alto apprezzamento e la nostra ammirazione.[5]»

Note

  1. [1]

    Chiara Lubich, al congresso “Mille città per l’Europa”, Innsbruck 9 novembre 2001

  2. [2]

    Chiara Lubich, La fraternità nell’orizzonte della città, in Discorsi in ambito civile ed ecclesiale, Città Nuova, 2020, pagg. 88-97

  3. [3]

    Ibidem

  4. [4]

    Ibidem

  5. [5]

    Alicia Camilloni, in Dottorati honoris causa conferiti a Chiara Lubich, Città Nuova, 2016, pag. 179

Riferimenti bibliografici