Febbraio 1978

MEDIA E ALLEGATI

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Il Dio in cui credere

The God to believe in

25 febbraio 1978

Città Nuova

DIALOGO APERTO
di Chiara Lubich

“Viviamo anni in cui il pensiero umano è in rapida evoluzione, anche il concetto di Dio. Qual è il vero volto di Dio in cui credere?"

R.B. - Roma

Il vero volto di Dio in cui credere oggi è quello di sempre. Ma ogni epoca lo sa specificare meglio, penetrare meglio. Per andare diritti alla verità, indiscutibile perché infallibile, sarà bene vedere come Paolo VI mostra nella sua Professione di Fede, nel suo Credo, il volto di Dio: «Noi crediamo in un solo Dio... Noi crediamo che questo Dio è assolutamente uno... Egli è «colui che è» come lui stesso lo ha rivelato a Mosè; ed egli è “Amore” come ce lo insegna l’apostolo Giovanni: cosicché questi due nomi: Essere e Amore, esprimono ineffabilmente la stessa realtà divina».

Ecco il vero volto di Dio in cui credere: Dio amore. Non un dio immutabile e relegato lontano nel suo cielo, ma amore: amore in se stesso, amore per tutta la sua creazione. Dio amore in cui l’uomo, capolavoro della sua opera, può abbandonarsi sicuro d’esser compreso, d’esser confortato, d’esser aiutato, d’esser conosciuto fin nel più profondo. Dio che è Padre e «conta - dice Gesù - i capelli del tuo capo». E dunque sa tutto di te e ti «tiene nella mano».

Questo è Dio che non va solo contemplato, ma nel cui Essere l’uomo deve inabissarsi per ritrovare se stesso e portare nel mondo freddo, arido, pieno d’odio e di violenza il Suo caldo afflato forirero di pace, di stabile pace fra tutti gli uomini..

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