E’ Natale

Collegamento CH - Dicembre 2005 Tra le pagine più suggestive e toccanti di  Chiara Lubich, vi sono certamente quelle che scrisse sul Natale. Accogliamo il suo augurio di viverlo alla luce che il Natale di Gesù sprigiona. Le vetrine dei negozi sono addobbate a festa, palle dorate, piccoli alberelli di Natale, offerte di regali preziosi. Le strade la notte brillano di stelline cadenti o di stelle comete; gli alberi che costeggiano i marciapiedi con i rami carichi di lucette rosse o blu o bianche creano viali dall’atmosfera surreale… C’è aria d’attesa. Tutti vi sono coinvolti… Natale non è solo un ricordo tradizionale: la nascita di quel bambino 2005 anni fa… Natale è vivo! E non solo nelle chiese con i presepi, ma tra la gente per il clima di gioia, di amicizia, di bontà che ogni anno crea. Eppure ancor oggi il mondo è sconvolto da enormi problemi: la povertà fino alla fame, il terremoto in Pakistan, decine di guerre, il terrorismo, l’odio tra etnie, ma anche fra gruppi e fra

2021-08-31T02:03:03+02:0019 December 2015|

“A che sarebbe Lui infinitamente Misericordioso?”.

Castel Gandolfo, 3 ottobre 2005 (da un discorso preparato per i focolarini, letto da Natalia Dallapiccola il 24/10/2005) Per questo Giubileo speciale voluto da papa Francesco, il commento fatto da Chiara Lubich nel 2005 a due sue lettere degli anni ‘40 apre a una fiducia sconfinata in Dio che è Perdono.  Un frutto di Gesù abbandonato che non abbiamo molto messo in luce, ma che è pure presente nelle letterine dei primi tempi del Movimento, è la fede sicura nella misericordia di Dio, la certezza del perdono dei propri peccati. Significative queste brevi righe:  “Credi, credi all’Amore: Se tutto ha dato per te, tutto ha perdonato dal primo momento che ha visto in te il rincrescimento. Caccia gli scrupoli. Non credi capace Gesù di perdonarti dopo che per te fu in croce abbandonato?” (11.1.45).  “Lo so: cadrai. Anch’io cado e spesso e sempre. Ma quando alzo lo sguardo a Lui che vedo incapace di vendicarsi perché è fisso in Croce per eccesso d’Amore, mi lascio accarezzare dalla Sua Infinita Misericordia e

2021-08-31T02:03:00+02:0014 December 2015|

Impegnarsi a fare un Santo Viaggio

Rocca di Papa, 27 novembre 1986 In questa audio-conferenza, la “telefonata” che dal 1980 riunisce periodicamente la famiglia del Movimento dei Focolari nel mondo, l’invito a prepararci al Natale camminando insieme nella semplice ed evangelica via dell’amore Carissimi,  Siamo, dunque, sempre in viaggio per giungere alla meta che speriamo sarà, se Dio ci aiuta, coronata dalla santità. Già parecchi fra quelli che hanno intrapreso questo cammino sono arrivata e, a quanto possiamo sapere, con successo. Giungono notizie quasi tutte le settimane e molto spesso c’è veramente da lodare Dio. I più, e siamo noi, sono ancora qui su questa terra ad incitarsi vicendevolmente: il nostro Collegamento ha appunto questo scopo. Perché si possa far della vita un Santo Viaggio, ed essa abbia la conclusione che si desidera L’Imitazione di Cristo, il libro di pietà e di meditazione così ricco di spiritualità che tanti di noi conoscono, dice che occorre avere alcune qualità molto impegnative: il completo disprezzo del mondo, l’ardente desiderio di progredire nella virtù, l’amore al sacrificio, il fervore della

2021-08-31T02:03:00+02:0030 November 2015|

Misericordia e perdono

“La verità è misericordia pura”. Da uno scritto di Chiara Lubich prima del 1959.  Avevamo detto di voler vedere solo Gesù nel fratello, di trattare con Gesù nel fratello, di amare Gesù nel fratello, ma ora s’affaccia il ricordo che quel fratello ha questo o quel difetto, ha questa o quella imperfezione.  Il nostro occhio si complica e il nostro essere non è più illuminato. Di conseguenza si rompe l’unità, errando.  Forse quel fratello, come tutti noi, ha commesso degli errori, ma Dio come lo vede? Qual è in realtà la sua condizione, la verità del suo stato? Se è a posto davanti a Dio, Dio non ricorda più nulla, ha tutto cancellato col suo sangue. E noi perché ricordare?  Chi è nell’errore in quel momento?  Io che giudico, o il fratello?  Io.  E allora devo mettermi a veder le cose dall’occhio di Dio, nella verità, e trattare in modo conforme col fratello, ché, se per disavventura egli non si fosse ancor sistemato col Signore, il calore del mio amore, che

2021-08-31T02:02:59+02:0018 November 2015|

A base, a mezzo, a fine: l’unità

AVE MARIA! 11 maggio 1948 (Lettera di Chiara Lubich dell’11 maggio 1948 a padre Bonaventura da Malé, ofm cap.)  Unità, parola divina. Sono lapidarie queste parole scritte dalla ventottenne Chiara lubich. C’è tutta la meraviglia, lo stupore della scoperta che le “serra la gola nella foga troppo forte di voler uscire”. Le parole del testamento di Gesù, “sintesi di tutti i suoi pensieri” hanno scavato in lei una voragine di fiamma. E’ arduo esprimere l’ineffabile, che trova alfine una sintesi ardita.  L’Unità “è Dio: Unità-Trinità”. Carissimo Fratello in Gesù e nel Serafico Padre, Anch’io non so quello che Le scriverò. La Luce, tutta la Luce che Dio mi ha dato (a trionfo estremo della sua infinita misericordia!) mi serra la gola nella foga troppo forte di voler uscire. Impetuosamente. La sua lettera m’ha confermato il pensiero che mi ero fatto dell’anima sua, molto amata dal Signore e vorrei in un attimo, in un baleno donarle tutto il mio, tutto quello che Dio ha edificato in me sfruttando il mio nulla, la mia

2021-08-31T02:02:58+02:0013 October 2015|

Maria, regina del mondo

(15-30 agosto 1959) Negli ‘anni verdi’ della rivista Città Nuova (opportunamente nata per collegare i partecipanti all’ultima Mariapoli sulle Dolomiti prima che si decentrasse) l’aria che si respira è nuova, fresca, rivoluzionaria per la mentalità dell’epoca. Vangelo in atto. L’articolo di fondo a firma di Chiara risulta un manifesto di Dottrina sociale; datato 30 agosto ’59 (il 22 ricorreva la festa di Maria Regina), invita i popoli ad amarsi fino all’unità, oltrepassando i propri confini…debellando le guerre.. Affiora una presenza, un vincolo nascosto,vivo in ogni nazione:Maria La Madre Regina dei popoli. Se un giorno gli uomini, ma non come singoli bensì come popoli, se un giorno i popoli sapranno posporre loro stessi, l'idea che essi hanno della loro patria, i loro regni, e offrirli come incenso al Signore, Re di un regno che non è di questo mondo, Capitano degli eserciti, Guida della storia, e questo lo faranno per quell'amore reciproco fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l'amore reciproco tra i fratelli, quel giorno sarà l'inizio di una nuova

2021-08-31T02:02:06+02:0010 August 2015|
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