Gesù all’«Expo’58»

20 aprile 1958 Sfogliando le annate di Città Nuova, il periodico fondato da Chiara Lubich nel 1956, sin dal primo numero è scrigno dei suoi scritti e pensieri spirituali. Capita di ritrovare intatta in essi l’atmosfera dell’epoca, quasi istantanee di fatti e di notizie di prima mano nei Paesi in cui il Movimento andava mettendo radici.   Così è dell’editoriale a sua firma (contraddistinta da tre asterischi) del 20 aprile 1958 dal titolo “Gesù all’Expo’ ‘58”.  Con scrittura incisiva ed efficace, l’autrice tratteggia le impressioni riportate da una visita all’Espo’ di Bruxelles nella primavera di quell’anno. Ad iniziare dall’Atomium, il simbolo dell’atomo che “sovrastava pressoché tutte le case di Bruxelles, per cui da moltissime parti della città lo si poteva vedere. Dà il timbro all’Expo’ che presenta le scoperte e i prodotti dell’era atomica”. Si era recata in Belgio per la settimana di Pasqua: il Movimento iniziava proprio allora a muovere i suoi primi passi oltre la cerchia delle Alpi, nel cuore dell’Europa. Si comprende allora la grande impressione suscitata  dalla

2021-08-31T02:02:58+02:0024 July 2015|

Il Patto

Luglio 1949 Chiara Lubich narra il Patto di unità stretto con Igino Giordani (che lei chiamava Foco) il 16 luglio 1949, preludio all’esperienza spirituale e mistica di quell'estate.  19. Vivevamo queste esperienze quando venne in montagna Foco. 20. Foco, innamorato di santa Caterina, aveva cercato sempre nella sua vita una vergine da poter seguire. Ed ora aveva l’impressione d’averla trovata fra noi. Per cui un giorno mi fece una proposta: farmi il voto d’obbedienza, pensando che, così facendo, avrebbe obbedito a Dio. Aggiunse anche che, in tal modo, potevamo farci santi come san Francesco di Sales e santa Giovanna di Chantal. 21. Io non capii in quel momento né il perché dell’obbedienza, né questa unità a due. Allora non c’era l’Opera e fra noi non si parlava molto di voti. L’unità a due poi non la condividevo perché mi sentivo chiamata a vivere il «che tutti siano uno».  22. Nello stesso tempo però mi sembrava che Foco fosse sotto l’azione d’una grazia, che non doveva andar perduta.  23. Allora gli dissi

2021-08-31T02:02:57+02:0014 July 2015|

“Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo”

Roma, 30 aprile 1960 Quando il mondo con la sua superficialità ci toglie il respiro e la vita con i suoi pesi e le sue prove prende il sopravvento, ci prende la voglia di mollare. E' lì che nasce la speranza in Colui nel quale "si può sperare contro ogni speranza" Non c’è da cercare tanto lontano per trovare rimedio e soluzione ai fumi che ammorbano l’aria del mondo. Il Vangelo è la salute eterna e chi in nome di esso e per esso pur muore scomparendo, anche ai giorni nostri, ignorato forse da tutti, vive. Egli, perché ha amato e perdonato e difeso e non ha ceduto, è un vittorioso e tale viene accolto nei padiglioni eterni. Ma il Vangelo non ha da essere solo la norma della nostra morte; dev’essere il pane quotidiano della nostra vita. Passando per le vie di città tradizionalmente cattoliche, vien spesso da dubitare della fede di molti. Del resto noi sappiamo quanti anche nella nostra Italia cattolica abbiano perso il senso di Dio. E

2021-08-31T02:02:27+02:006 July 2015|

Il nostro compito venti secoli dopo

giugno 1970 La visita di Papa Francesco a Torino per venerare la Sindone ci riporta alla sua esposizione degli anni 70  quando Chiara scrisse un’editoriale sul giornale Gen. Rispondendo alla  richiesta di sapere di più su Gesù abbandonato, Chiara  indica ai gen l’Uomo della Sindone come modello di Colui che “tutto ha sopportato per amore”. La rivista francese “Paris Match” ha riportato un lungo articolo su un documento importantissimo che può svelarci qualcosa di Colui che amiamo.  L’ho letto di fretta, ma mi ha impressionata.  Durante quest’anno – per desiderio dei gen – ho cercato di parlare di un solo argomento: Gesù crocifisso e abbandonato.  Vogliamo conoscere quel mistero, vogliamo sviscerarlo.  Vogliamo vedere e sapere e capire, per quanto possiamo, quello che può essere considerato il vertice della passione di Gesù.  “Paris Match” riportava uno studio fatto sul lenzuolo – la Sindone – che avvolse il corpo di Gesù quando fu sepolto. È conservato a Torino. Gli studi fatti su questo straordinario pezzo di tessuto fanno pensare che sia veramente autentico. 

2021-08-31T02:02:57+02:0015 June 2015|

Lo Spirito Santo e i Carismi

Marzo - Aprile 1984 Un testo che illustra la passione di Chiara per la Chiesa e che contiene già, senza nominarla,  la realtà dei profili “mariano” e “petrino” di cui Giovanni Paolo II parlerà a Chiara nel 1997. Si crede, alle volte, e si è creduto spesso attraverso i secoli, che vi sia contrapposizione fra una Chiesa gerarchica, governata dal Papa e dai Vescovi, e una Chiesa carismatica animata da doni particolari dello Spirito Santo. In realtà, non è così . La Chiesa vista nella sua gerarchia e quella ammirata per determinati carismi sono aspetti complementari dell'unica Chiesa. Cristo ha fondato, infatti, la sua Chiesa sugli Apostoli e sui Profeti (cf. Ef. 2, 20) e una Chiesa solamente gerarchica non è quella che Egli ha pensato, così come non lo è la cosìddetta carismatica. Gerarchia e carismi, piuttosto, sono opera dello stesso Spirito, dell'unico Spirito: lo Spirito Santo, posti a vivificare l'unica Chiesa. Enumerando i vari carismi, Paolo inizia così : «Alcuni [uomini] sono posti da Dio nella Chiesa al primo

2021-08-31T02:02:57+02:0021 May 2015|

Non ti passi il tempo senza amore

Lettera del 29 novembre (probabilmente del 1945) ad Anna Melchiori Proponiamo una lettera indirizzata ad Anna Melchiori denominata “Giovanni”, dal nome del «discepolo che Gesù amava», evidenziando, tra i diversi temi toccati in poche righe, quello della misericordia e delle opere di misericordia. Ave Maria! Giovanni carissima, S. Chiara ti doni, oggi, giorno di tutti i Santi francescani, e giorno nostro, tutta la Sua Fiamma Serafica ed il suo amore appassionato per Cristo Abbandonato! AbbiLo dinanzi sempre come modello di estremo amore. Lui è tutto ed è Lui il datore d’unità. Prega molto, Giovanni (= molto bene). Fa’ pregare Gesù, quando vivo vive nel tuo cuore, dopo la Comunione. Fallo ripregare la preghiera sua ultima al Padre, perché tu sia degna d’operare per il più Grande Ideale: Dio. Alzati sempre e ricammina. Ricorda che alla fine della vita ti saranno chieste le 7 + 7 opere di Misericordia. Se quelle hai fatto, tutto hai fatto. E vorrei tu vivessi con noi l’attimo presente e nel presente l’opera di Misericordia che Dio

2021-08-31T02:01:23+02:0014 May 2015|
Go to Top