L’essenziale oggi

Roma, 1970 Quando Papa Paolo VI commentò il Credo, fece due affermazioni che ebbero un’eco particolare nel nostro cuore e fecero risuonare verità antiche in una vibrazione nuova.Parlando di Dio affermò: «Egli è Colui che è... ed egli è Amore»1 . E fra le caratteristiche di Cristo ricordò che: «Egli ci ha dato il suo comandamento nuovo, di amarci gli uni gli altri com’egli ci ha amato»2 . Prima del Concilio, pur essendo queste verità sempre esistite, al popolo era chiaro soprattutto che Dio è Colui che è, e che Gesù ci ha salvati. Ora la parola amore, che dice l’essenza di Dio, e il comando d’amore, che riassume i desideri del Cristo, chiariscono ulteriormente questi cardini della nostra fede.Non solo, ma questa più esplicita definizione di chi è Dio e la conseguente fede in essa del popolo cristiano, possono essere il la per l’avvio a un rinnovamento generale nella vita della Chiesa.Una cosa infatti è sapere che possiamo ricorrere a un Essere che esiste, che ha pietà di noi, che

2021-08-31T02:02:51+02:0012 December 2014|

Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha …

Roma, (Città Nuova) 25 novembre 1988 Commento alla Parola di Vita: Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto (Lc 3,11). Queste parole sono prese dalla predicazione del Battista. L'evangelista Luca riferisce che tra le folle che correvano al Giordano per farsi battezzare, c'erano anche dei pubblicani (esattori delle imposte per conto dell'autorità romana), i quali, a motivo di questa loro professione, erano considerati dei pubblici peccatori; e c'erano dei militari i quali, a motivo della loro provenienza pagana, erano ritenuti dei “lontani da Dio”; e fa notare la buona volontà da cui costoro erano animati, come dimostra la domanda che essi rivolgono al Battista: che cosa fare per attuare la conversione richiesta per andare incontro la Messia? Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto. Questa esortazione, con le sue indicazioni molto concrete, è la risposta che il Battista dà a queste persone di buona volontà. Luca, riferendo questo

2021-08-31T02:02:50+02:0030 November 2014|

Tu sei. Così è.

Roma. (Scritto anteriore al 1963) Vivendo “dentro” tutto, il vivere e il morire, prende senso… Coloro che sinceramente ti amano, ti sentono spesso, Signore, nel silenzio della loro stanza, nel profondo del loro cuore, e questa sensazione commuove l’anima come toccasse ogni volta sul vivo.E ti ringraziano d’esser loro così vicino, così Tutto: Colui che dà senso al vivere e al morire. Ti ringraziano, ma spesso non sanno farlo, né dirlo: sanno solo che tu li ami ed essi ti amano e non c’è cosa così dolce, qui sulla terra, che possa almeno lontanamente somigliarle. Quello che sentono nell’anima, quando tu appari, è Cielo e «se il Cielo è così – dicono – oh, com’è bello!».Ti ringraziano, Signore, dell’intera vita, per averli portati fin qui. E se esistono ancora fuori ombre, che potrebbero offuscare il loro paradiso anticipato, quando ti manifesti, ogni cosa diventa remota e lontana: non è.Tu sei. Così è.  Chiara Lubich (Scritto anteriore al 1963, pubblicato in Frammenti, Città Nuova, Roma (1963) 1992, pp. 23-24.) Testo

2021-08-31T02:02:50+02:007 November 2014|

E’ in te la sorgente della vita

Roma (Città Nuova), 25 dicembre 2001 Commento alla Parola di Vita: E' in te la sorgente della vita. (Sal 36,10) […]Questa Parola della Scrittura ci dice qualcosa di così importante e vitale, da essere uno strumento di riconciliazione e di comunione.Anzitutto ci dice che una sola è la sorgente della vita, Dio. Da lui, dal suo amore creativo, nasce l'universo e ne fa la casa dell'uomo.E' lui che ci dà la vita con tutti i suoi doni. Il salmista, che conosce le asprezze e le aridità dei deserti e che sa cosa significa una sorgente d'acqua, con la vita che le fiorisce attorno, non poteva trovare un'immagine più bella per cantare la creazione che nasce, come un fiume dal grembo di Dio. Ecco, dunque, sgorgare dal cuore un inno di lode e di riconoscenza. Questo è il primo passo da fare, il primo insegnamento da cogliere nelle parole del Salmo: lodare e ringraziare Dio per la sua opera, per le meraviglie del cosmo e per quell'uomo vivente che è la sua

2021-08-31T02:02:49+02:0031 October 2014|

Io sono il pane della vita; chi viene a me …

Roma (Città Nuova), 25 luglio 2000 Commento alla Parola di vita: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. (Gv 6,35) Nel suo vangelo, Giovanni narra che Gesù, dopo aver moltiplicato i pani, nel grande discorso tenuto a Cafarnao, dice fra il resto:  "Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà" (Gv 6,27).E' evidente, per i suoi uditori, il riferimento alla manna, come anche all'aspettativa della "seconda" manna che scenderà dal cielo nel tempo messianico. Poco dopo, nello stesso discorso, alla folla che ancora non comprende, Gesù si presenta egli stesso come il vero pane disceso dal cielo, che deve essere accettato mediante la fede: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Gesù si vede già pane.  E' dunque quello il motivo ultimo della sua vita qui

2021-08-31T02:02:49+02:0030 September 2014|

Accoglietevi gli uni gli altri

Roma (Città Nuova), 10 novembre 1992 Commento alla Parola di vita: Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo ha accolto voi, per la gloria di Dio(Rm 15,7) Queste parole sono una delle raccomandazioni finali rivolte da san Paolo nella sua lettera ai cristiani di Roma. Questa comunità, come del resto tante altre sparse nel mondo greco-romano, era formata da credenti che provenivano in parte dal paganesimo ed in parte dal giudaismo, quindi con mentalità, formazione culturale e sensibilità spirituale molto diverse. Questa diversità dava adito a giudizi, prevenzioni, discriminazioni ed intolleranze degli uni verso gli altri, che certamente non si accordavano con quella accoglienza reciproca che Dio avrebbe voluto da loro. Per aiutarli a superare tali difficoltà l'Apostolo non trova mezzo più efficace che farli riflettere sulla grazia della loro conversione. Il fatto che Gesù li avesse chiamati alla fede, comunicando loro il dono del suo Spirito, era la prova tangibile dell'amore con cui Gesù aveva accolto ciascuno di loro. Nonostante il loro passato e diversità di provenienza, Gesù li aveva

2021-08-31T02:02:49+02:0030 August 2014|
Go to Top