Cristo dispiegato nei secoli

Roma, 1957 Questa visione dello sviluppo storico delle famiglie religiose lascia intravedere, come scrisse P. Fabio Ciardi, “un cuore cattolico, aperto, universale, capace di spaziare sulla Chiesa intera”.* Gesù è il Verbo di Dio incarnato. La Chiesa è il Vangelo incarnato: per questo è Sposa di Cristo. Si son visti attraverso i secoli fiorire moltissimi ordini religiosi. Ogni famiglia, o ordine, è l’«incarnazione», per così dire, d’una espressione di Gesù, d’un suo atteggiamento, d’un fatto della sua vita, d’un suo dolore, di una sua parola. Ci sono i francescani che continuano a predicare nel mondo, anche con la loro sola esistenza: «Beati i poveri di spirito perché di essi è il Regno dei Cieli» (Mt 5, 3). Ci sono i domenicani, che contemplano il Logos, il Verbo, sotto l’aspetto di Luce, di Verità e la Verità spiegano e difendono. I monaci hanno associato all’azione la contemplazione (Marta e Maria). I carmelitani adorano Dio sul Tabor, pronti a discendere per predicare e affrontare la passione e la morte. I missionari attuano il

2021-08-31T02:02:30+02:004 February 2013|

Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita …

Roma, 25 Aprile 1985 Commento alla Parola di vita: Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli (1 Gv 3,14). Giovanni scrive alle comunità cristiane da lui fondate in un momento di grave difficoltà. Cominciavano infatti a serpeggiare le eresie e le false dottrine in materia di fede e di morale e c'era poi l'ambiente pagano, duro e ostile allo spirito del Vangelo, nel quale i cristiani dovevano vivere. Volendo aiutare i suoi, l'apostolo indica loro il rimedio radicale: amare i fratelli, vivere il comandamento dell'amore ricevuto fin dall'inizio nel quale egli vede riassunti tutti i comandamenti. Così facendo essi conosceranno cos'è “la vita”, saranno cioè sempre più introdotti nell'unione con Dio, faranno l'esperienza di Dio-Amore. E facendo questa esperienza, saranno confermati nella fede e potranno far fronte a tutti gli attacchi, soprattutto in tempo di crisi. Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. «Noi sappiamo...». L'apostolo fa riferimento ad una conoscenza che viene dall'esperienza. È come se dicesse: noi

2021-08-31T02:02:30+02:0031 January 2013|

Quando si è conosciuto il dolore

Roma, 1958 In questo scritto, pubblicato nella rivista Città Nuova del maggio 1958, e poi su Meditazioni, Chiara ci dona la forte esperienza di dolore-amore che viveva in quegli anni. Quando si è conosciuto il dolore in tutte le sfumature più atroci, nelle angosce più varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si è bevuto il fondo del calice e si è offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha pietà di noi e ci accoglie nella sua unione. È il momento in cui, dopo aver esperimentato il valore unico del dolore, dopo aver creduto all’economia della croce ed averne visto gli effetti benefici, Iddio mostra in forma più alta e nuova qualcosa che vale più ancora del dolore. È l’amore agli altri in forma di misericordia, l’amore che fa allargare cuore e braccia ai miserabili, ai pezzenti, agli straziati dalla vita, ai peccatori pentiti.Un

2021-08-16T03:48:20+02:007 January 2013|

Natale: la rivoluzione che continua

25 Dicembre 1972 Un Natale forte, coraggioso, non tiepido, in una “famiglia” grande come l’umanità Tutti uno! E' una meta. E' un comando: un comando di Colui al quale ogni uomo dovrebbe gioiosamente sottomettersi. Dio ci è Padre. Se si aprissero i cieli ed egli parlasse, guardandoci ad uno ad uno ci direbbe: "Tutti uno! Siete fratelli, quindi unitevi!".Un giorno il cielo si aperse, perché il Verbo si fece uomo, crebbe, insegnò, fece miracoli, raccolse discepoli, fondò la Chiesa e prima di morire in croce disse al Padre: "che siano una cosa sola". Non si rivolse agli uomini: forse non avrebbero capito. Si rivolse al Padre, perché il vincolo di quest'unità è Dio, e ci ottenne la grazia di poter essere fra noi una cosa sola.Ora noi cristiani parliamo tanto di unità del Corpo mistico, della Chiesa, ma cadiamo spesso nell'assurdo di sapere le cose, di conoscerle, ma di non viverle.Sappiamo di essere fratelli, sappiamo che un vincolo ci lega, ma non agiamo da fratelli. Passiamo gli uni accanto agli altri

2021-08-31T02:02:29+02:0027 December 2012|

Cos’è Natale per te ?

25 Dicembre 1973 In un articolo del 25 dicembre 1973 pubblicato su Città Nuova il giornalista Spartaco Lucarini chiede a quattordici personaggi dei più diversi ambienti: Cos'è Natale per te? Ecco la risposta di Chiara Lubich «Natale - festività della nascita di Gesù - è per me la risposta di Dio e della Chiesa ad una necessità dell'anima: sentirmi ripetere ogni anno, mediante il ricordo di quel fatto soavissimo, semplice ed abissale, che Dio mi ama. Si, se nella mia esistenza posso realizzare le più profonde aspirazioni è solo perché Dio ha guardato anche a me, come a tutti, e si è fatto uomo per darmi le leggi della vita che, come luci nella strada, mi fanno camminare sicura verso il comune destino. «Ma Natale per me non è solo una ricorrenza pur piena di significato. E' uno sprone a lavorare per rimettere nel mezzo della società in cui vivo la presenza di Cristo, che è là dove due o più sono uniti nel suo nome: quasi Natale spirituale d'ogni giorno,

2022-12-20T14:37:33+01:0020 December 2012|

Un inno di riconoscenza

Rocca di Papa, 24 novembre 2003 Questo articolo è stato richiesto a Chiara Lubich dal giornale "Vita Trentina", che lo ha poi pubblicato in occasione dei sessant'anni della sua consacrazione a Dio. Il 7 dicembre ricorrono sessant’anni dalla nascita del Movimento dei Focolari a Trento, la mia amatissima città natale. Quale il mio stato d’animo, cosa porto in cuore in questa straordinaria circostanza?Un’onda di commozione, se solo penso un attimo a ciò a cui mi trovo di fronte: un nuovo popolo nato dal Vangelo, sparso su tutta la terra, un’opera immensa che nessuna forza umana avrebbe potuto far sorgere. E’, infatti, “opera di Dio”, per la quale sono stata scelta per prima come suo strumento sempre “inutile e infedele”. E' un inno di riconoscenza a Dio per quanto, con tutte le mie sorelle e tutti i miei fratelli, ho potuto vedere, sperimentare, costruire, portare fino a questo traguardo col suo aiuto.Un grazie profondo e sentito per ogni cosa, mio Dio!Grazie anzitutto per avermi fatta nascere nella tua Chiesa, figlia di Dio;per

2021-08-31T02:01:53+02:007 December 2012|
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