A quanti l’hanno accolto, ha dato potere …

Roma, 25 novembre 1998 Commento alla Parola di vita: A quanti l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio (Gv 1,12). Ecco la grande novità annunciata e donata da Gesù all'umanità: la figliolanza di Dio, diventare figli di Dio per grazia. Ma come e a chi viene donata questa grazia? «A quanti lo accolsero» e a quanti lo accoglieranno nel corso dei secoli. Occorre accoglierlo nella fede e nell'amore, credendo in Gesù come nostro Salvatore. Ma cerchiamo di capire più in profondità cosa significhi essere figli di Dio. Basta guardare a Gesù, il Figlio di Dio, e al suo rapporto con il Padre: Gesù pregava il Padre suo come nel "Padre nostro". Per lui il Padre era "Abbà", cioè il babbo, il papà, cui egli si rivolgeva con accenti di infinita confidenza e di sterminato amore. Ma, giacché era venuto in terra per noi, non gli è bastato essere lui in questa condizione privilegiata. Morendo per noi, redimendoci, ci ha fatti figli di Dio, sorelle e fratelli suoi, e

2021-08-31T02:02:28+02:0030 November 2012|

Essere uno col fratello

Trento, 1950 Chiara è invitata a dare conto di ciò che, sotto la sua spinta, aveva messo a rumore – con qualche sospetto, dubbio e accusa – il pacifico capoluogo trentino e già si estendeva alla penisola. Scrive quello che fu chiamato ‘il trattatello innocuo’, da cui è tratto il testo che segue Esser uno col fratello voleva dire dimenticarsi assolutamente, per sempre. Non ritrovarsi mai più. Era perdere tutto anche la propria anima, per vivere i dolori e le gioie dell'altro onde mostrare a Gesù il nostro amore: esser crocefissi con Lui vivo nel fratello e con Lui esser gioiosi.Il fratello era il nostro convento dove l’anima doveva sempre radunarsi. Il fratello era la nostra penitenza, le mortificazioni, perché l’amarlo richiedeva la morte completa dell’io... E vedevamo che questo "entrare" nel fratello portava la rinascita del fratello. La carità sola conta. E così, sentendoci peccato col fratello peccatore, errore col fratello errante, fame col fratello affamato, scomunicato col fratello scomunicato, la Vita che era in noi passava a lui ed

2021-08-31T02:02:27+02:0015 November 2012|

Libertà, uguaglianza… che fine ha fatto la fraternità ?

Londra (palazzo del parlamento britannico), 22 giugno 2004 Fra i valori propugnati dalla Rivoluzione Francese e da allora obiettivo privilegiato della politica moderna e contemporanea, quelli di libertà e uguaglianza hanno percorso attraverso i tempi un cammino lento ma deciso verso una realizzazione sempre più piena e stabile.  Il principio della fraternità sembra invece soccombere sotto le minacce incalzanti del terrorismo, frutto spesso dello squilibrio economico e sociale fra i popoli. Chiara Lubich rilancia nel suo discorso al Parlamento britannico la fraternità universale come paradigma globale di sviluppo politico, così come emerge dall’esperienza del Movimento politico per l’Unità, espressione politica del Movimento dei Focolari.

2023-03-29T16:54:01+02:008 November 2012|

Lanciati all’infinito

24 giugno 1958 I santi son dei grandi che, vista nel Signor la lor grandezza, giocano per Iddio, da figli suoi, ogni lor cosa. Danno senza richieder. Danno la vita, l’alma, la gioia, ogni terren legame, ogni ricchezza. Liberi e soli lanciati all’infinito attendon che l’Amore l’introduca nei Regni eterni; ma già da questa vita sentono empire il loro cuor d’amore, del vero amore, del solo amor che sazia, che consola di quell’amor che infrange le palpebre dell’alma e dona lacrime nuove. Ah! nessun uomo sa chi sia un santo. Ha dato ed or riceve; e un flusso interminato passa fra Cielo e terra, lega la terra al Cielo e cola dagli abissi ebbrezza rara, linfa celeste che non si ferma al santo, ma passa sugli stanchi, sui mortali, sui ciechi e paralitici nell’alma e sfonda e irrora, solleva e attrae e salva. Se vuoi saper l’amor chiedilo al santo. Chiara Lubich Testo (Da scritti Spirituali/1, Roma 1978, p. 76-77)

2021-08-31T02:02:27+02:001 November 2012|

Se uno mi ama, osserverà la mia parola …

Città Nuova, 25 aprile 2001 Commento alla Parola di Vita: Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui (Gv 14,23). Gesù sta rivolgendo agli apostoli i suoi grandi ed intensi discorsi di addio, e li assicura, fra il resto, che essi lo avrebbero visto di nuovo, perché egli si sarebbe manifestato a coloro che lo amano.Giuda, non l'Iscariota, gli domanda allora come mai egli si sarebbe manifestato a loro e non in pubblico. Il discepolo desiderava una grande manifestazione esterna di Gesù che avrebbe potuto cambiare la storia e sarebbe stata più utile, secondo lui, alla salvezza del mondo. Gli apostoli, infatti, pensavano che Gesù fosse il profeta tanto atteso degli ultimi tempi, il quale avrebbe fatto la sua comparsa rivelandosi al cospetto di tutti come il Re d'Israele e, mettendosi alla testa del popolo di Dio, avrebbe instaurato definitivamente il Regno del Signore. Gesù risponde invece che la sua manifestazione non sarebbe avvenuta

2021-08-31T02:02:26+02:0031 October 2012|

Lo Spirito soffia

Culto, Liturgia, e Comunità unita, nella ricorrenza del Concilio Vaticano II.Questo testo è tratto in parte da un diario di Chiara Lubich del 4 maggio 1968. «Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono» [Mt 5,23-24].Il culto divino e l’amore dei fratelli che compone e ricompone l’unità fra essi non possono essere assolutamente disgiunti.Se una comunità non si «realizza» in Cristo, nella piena comunione, è evangelicamente inadatta a presentare a Dio un degno culto. In questi ultimi tempi il Concilio ha risvegliato questo senso della comunità unita; e lo Spirito Santo, soffiando in vari modi, ha fatto riscoprire il Vangelo della carità.Ma quale bisogno ne avevamo noi cristiani!Ecco perché sovente sentivamo di non comprendere in tutto il suo valore la liturgia.Noi siamo per lo più eredi di una religiosità individuale, dove non si bada troppo

2021-08-31T02:02:26+02:0010 October 2012|
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