L’annuncio di Dio Amore

Mumbai, 14 gennaio 2003 Nel 2001, durante un viaggio in India, Chiara Lubich venne in contatto con i dirigenti di una grande università privata, il Somaiya College, fondato nel 1959 con l’obiettivo di ravvivare nei giovani i valori della cultura e della tradizione indù. I dirigenti dell'istituzione riconobbero in Chiara una figura di alta statura morale e spirituale e vollero far conoscere lei e il suo pensiero a tutto il campus. Tornarono ad invitarla nel 2003. Il testo che segue è l'intervento che Chiara fece in quell'occasione davanti ai capi dipartimento dei 31 Istituti universitari del Somaiya College e a un pubblico di 400 persone. Dr. Somaiya, Dr. Kala Acharya, Madam Lilabengi Kotak, Signor Kavadia, Signor Ranganathan. Devo anzitutto esprimere la mia gioia per essere in questo luogo in occasione del centenario della nascita del benemerito signor Somaiya, il quale, con la sua vibrante personalità e visione del futuro portò la grande “famiglia Somaiya” a orgoglio della Nazione... Leggi tutto il testo

2021-08-31T02:02:09+02:0012 March 2012|

Riflessioni dopo i voli spaziali

Lo scritto qui riportato è stato pubblicato come Editoriale nel periodico Città Nuova del 10 maggio 1970, pochi mesi dopo lo straordinario e sbalorditivo sbarco sulla luna di tre astronauti nel luglio 1969.Nella visione del mondo propria di Chiara Lubich centrata sull'unità, scienza e fede si richiamano a vicenda: la scienza è una via per andare a Dio, mentre la fede può e deve dare un contributo alla scienza.Scrivendo nel contesto ecclesiale non facile che è seguito al Concilio Vaticano II, Chiara parte dall'esperienza degli astronauti per introdurci in una comprensione umano-divina della Chiesa e della sua struttura. Roma, 10 maggio 1970 Non è vero che la scienza e la fede camminino ognuna per proprio conto. La fede illumina la scienza e la scienza può essere di aiuto alla fede.L’una e l’altra infatti hanno un unico oggetto: la verità, che per l’una può essere più quella trascendente ed invisibile, che regge tutto il creato; per l’altra quella visibile, che non esaurisce perfettamente il suo compito se non scopre la causa del

2021-08-31T02:02:09+02:006 February 2012|

Convertitevi e credete al Vangelo

Commento alla Parola di Vita: Convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15) Comincia così, nel Vangelo di Marco, l'annuncio di Gesù al mondo, il suo messaggio di salvezza: «Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo». Con la venuta di Gesù spunta un'era nuova, l'era della grazia e della salvezza. E le sue prime parole sono un invito ad abbracciare la grande novità, la realtà stessa del Regno di Dio che egli pone alla portata di tutti, vicino a ogni uomo. Ed indica subito la strada: convertirsi e credere al Vangelo, e cioè cambiare radicalmente vita e accettare, in Gesù, la parola che Dio attraverso lui rivolge all'umanità di tutti i tempi. Sono due cose che vanno di pari passo: la conversione e la fede e non c'è l'una senza l'altra, ma l'una e l'altra scaturiscono al contatto con la parola viva, alla presenza di Gesù che anche oggi ripete alle folle: Convertitevi e credete al Vangelo Quello che opera la Parola di Dio

2021-08-31T02:01:21+02:0031 January 2012|

Accendi una cellula viva

Roma 1978 Se ti guardi attorno, per certe città dove passi, rimani sgomento e ti pare che la realizzazione di una società cristiana sia lontana. Il mondo con le sue vanità sembra dominare… E diresti utopia il testamento di Gesù se non pensassi a Lui, che pure ha visto un mondo simile a questo e, al colmo della sua vita, è parso travolto da esso, vinto dal male. Anche Lui guardava a tutta quella folla che amava come se stesso, Lui, Dio, che l’aveva creata; ed avrebbe voluto gettare i ponti che dovevano riunirla come figli al Padre, ed unire fratello a fratello.  Era sceso per ricomporre la famiglia: far di tutti, uno. E invece, nonostante le sue parole di fuoco e di verità – che bruciavano il frascame delle vanità, e dissotterranti l’eterno che è nell’uomo – la gente, molta gente, pur comprendendo, non voleva capire e rimaneva con gli occhi spenti perché l’anima era oscura.E ciò perché li aveva creati liberi. Egli poteva, sceso dal Cielo in terra, redimerli

2021-08-31T02:02:08+02:0021 January 2012|

Perché l’Amore non sia Abbandonato

Castel Gandolfo, 3 ottobre 2005 Da un discorso preparato: (…) Leggiamo dapprima alcuni brani di una lunga lettera a Duccia Calderari. Risale, con molta probabilità, all’Avvento del 1944. In essa appare lampante la differenza che passa tra il dolore dell’abbandono e gli altri dolori sperimentati da Gesù nella sua passione. Vi è una chiara comprensione della particolarità di questo supremo dolore e di come Gesù con esso ha fatto dono agli uomini della sua divinità.Di conseguenza, come in altre letterine di quel periodo, sorge la proposta decisa di seguirlo e di amarlo in questo suo più grande dolore che ci appare subito come l’espressione del suo più grande amore.Traspare dalla lettera la coscienza della novità della luce ricevuta con il carisma e la forza dell’amore per Gesù abbandonato che ardeva nei nostri cuori e che era stato acceso in noi dal suo sconfinato amore.Dopo una attenta descrizione della divina passione che santa Caterina da Siena nutriva per Gesù crocifisso, la lettera prosegue: Credi, Duccia, è l’Amore la salvezza del secolo XX

2021-08-31T02:02:08+02:0021 November 2011|

Vegliate, dunque, perché non sapete…

Commento alla Parola di Vita: Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora(Mt 25,13) Gesù è appena uscito dal tempio. I discepoli gli fanno notare con orgoglio l’imponenza e la bellezza dell’edificio. E Gesù: «Vedete tutte queste cose? In verità vi dico, non resterà qui pietra su pietra che non venga diroccata» . Poi sale sul monte degli Ulivi, si siede e, guardando Gerusalemme che gli è davanti, inizia a parlare della distruzione della città, e della fine del mondo.Come avverrà la fine del mondo? – gli domandano i discepoli - e quando arriverà? È una domanda che anche le successive generazioni cristiane si sono poste, una domanda che si pone ogni essere umano. Il futuro è infatti misterioso e spesso fa paura. Anche oggi c’è chi interroga i maghi e indaga l’oroscopo per sapere come sarà il futuro, cosa accadrà… La risposta di Gesù è limpida: la fine dei tempi coincide con la sua venuta. Lui, Signore della storia, tornerà. È Lui il punto luminoso del nostro futuro.

2021-08-31T02:02:07+02:0031 October 2011|
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